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La post – verità di Zaporizhia

di Giorgio Ferrari

La centrale nucleare di Zaporizhia è spenta. L’ultimo reattore rimasto in funzione (a potenza ridotta) è stato necessariamente spento sabato scorso, dopo che l’ennesimo bombardamento sulla omonima centrale termoelettrica (vicina a quella nucleare, come si vede dalla foto) ne aveva messo fuori servizio la sottostazione elettrica interrompendo così l’unica linea di back up che alimentava la nucleare: in pratica l’impianto si trovava nelle medesime condizioni della centrale di Fukushima quando, ancora prima dell’arrivo dello tsunami, l’evento iniziatore dell’incidente fu proprio lo “station black-out”. In queste condizioni è estremamente rischioso mantenere in funzione un impianto nucleare, in quanto l’energia elettrica necessaria al suo funzionamento sarebbe assicurata solo dai diesel di emergenza che, come si è visto a Fukushima, possono a loro volta andare fuori servizio.

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Perché il gas costa tanto?

1 video e 3 articoli

Perché il gas costa tanto? Chi ci guadagna? Perché l’Olanda è contraria a introdurre un limite di prezzo (price gap) a livello europeo? Inoltriamo il link a tre articoli, che ben spiegano il dominio della finanza, e a un video.

Qui di seguito ascoltiamo cosa dice Arianna Porcelli Safanov nel breve video “Quattro fesserie sul termosifone”

Link ai tre articoli:

L’Italia crei un Trattato Pacifista Internazionale

di Raniero La Valle – Il Fatto Quotidiano
6 settembre 2022

Ci sono due notizie pubblicate dal Fatto Quotidiano di cui non si può dire “se fossero vere”, perché sono vere, ma di cui si può dire che se avessero un seguito fino all’ultimo loro possibile sviluppo potrebbero gioiosamente rovesciare, come altre volte è accaduto, le previsioni deprimenti dei sondaggi pre-elettorali.

La prima delle due notizie è quella rievocata da Barbara Spinelli di un grave errore compiuto da Michail Gorbaciov, di cui peraltro in questi giorni si è ricordato il valore della visione storica e politica. La seconda notizia è quella riferita da Stefano Fassina, uno dei leader più prestigiosi che lasciarono il Pd, secondo il quale “Conte attrae consensi dall’area progressista e da quella cattolico-sociale, attenta alle conseguenze economiche e umanitarie del conflitto (ucraino) oltre a portare avanti i temi del lavoro che il Pd trascura da anni’: e lo fa con un programma “chiaramente di sinistra” che “intercetterà tanti elettori indecisi o delusi da un Pd troppo appiattito su Draghi”.

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