Con Marco Bersani il 15 Luglio, ore 18

INVITO

Ai Comitati/Associazioni territoriali di Roma/Lazio e ai singoli cittadini interessati, con invito a diffondere
ATTAC ITALIA (https://www.attac-italia.org/chi-siamo/) sta promuovendo su tutto il territorio nazionale, a partire dalle grandi reti di movimento, una Lettera Aperta di confronto non tanto sul cosa perché, in quanto ogni organizzazione già porta avanti le proprie lotte e vertenze con grande competenza, quanto sul come, specialmente in vista di un autunno di rivendicazioni, possibilmente armonizzato nelle pratiche e nei tempi.

Il come si puo’ infatti declinare in molti modi, ad esempio:

Come facciamo a non rendere inefficaci le proposte che ciascuna soggettività ha prodotto?

Come facciamo a coinvolgere concretamente l’enorme platea di persone, alle quali la pandemia ha reso evidenti le contraddizioni del sistema, ma che rischiano di essere nuovamente disciplinate dalla pedagogia della paura?

Come facciamo a costruire percorsi di lotta collettivi che permettano di farci uscire dallo schema “decidono loro, ma avevamo ragione noi”?

PARLIAMONE CON MARCO BERSANI

Piattaforma ZOOM – INDIRIZZO: 
https://us02web.zoom.us/j/84521081708  Meeting ID: 845 2108 1708
Giorno: Mercoledì 15 Luglio 2020
Orario: 18

Riferimento: Claudio Giambelli – 335467695

LETTERA APERTA A TUTTI I SOGGETTI, REALTA’ E RETI DI MOVIMENTI

Sappiamo il cosa e il perché, vorremmo discutere il come

La situazione inedita in cui ci troviamo pone ciascuno di noi di fronte alla necessità di profonde riflessioni, nuove analisi e un diverso dialogo, per poterla collettivamente affrontare e provare a determinare ciò che accadrà.

Siamo dentro una crisi che ha evidenziato con forza l’insostenibilità del modello capitalistico sotto tutti i punti di vista e che rende urgente la costruzione teorica e pratica di un altro modello di società, basato sul diritto alla vita, alla salute, al reddito per tutt*, sulla fine della precarietà, sulla giustizia climatica e sociale, sull’uscita dal patriarcato, sulla democrazia reale.

Ci muove l’urgenza dettata dalla biforcazione che la crisi sanitaria, economica, sociale, ecologica e politica ci pone davanti: proseguire con un modello in cui vita, salute, natura e diritti sono sacrificati sull’altare dei profitti o intraprendere la strada di un’alternativa di società, che parta dalla cura -di sé, degli altri e dell’ambiente- per porre beni comuni e diritti sociali a fondamento di un altro modo di vivere, lavorare e relazionarsi.

Molte reti, organizzazioni e movimenti sociali sono impegnati in discussioni nazionali, regionali, continentali e globali sulle sfide che abbiamo di fronte. Da ciascuna di esse sono stati prodotti documenti, appelli, piattaforme e proposte che danno la misura della ricchezza delle analisi e delle pratiche messe in campo.

Potremmo dire che tutt* sappiamo e, in grandissima parte, concordiamo sul cosa e sul perché.

Tuttavia, questo enorme sforzo prodotto rischia di incepparsi di fronte all’incalzare dei grandi interessi delle imprese, delle lobby bancarie e finanziarie e delle élite politiche liberiste, che ancora una volta sono già in campo per drenare ricchezza collettiva dalla società, deregolamentando i diritti, mercificando i beni comuni, la natura e l’intera vita delle persone.
Stanno scommettendo sulla possibilità di un’accettazione disciplinata di una nuova fase di impoverimento di massa, dentro un telaio che, questa volta, utilizzerà autoritarismo e controllo sociale come basi della governamentalità.

Da qui nasce la necessità di porre il tema del come.

Come facciamo a non rendere inefficaci le proposte che ciascuna soggettività ha prodotto?

Come facciamo a coinvolgere concretamente l’enorme platea di persone, alle quali la pandemia ha reso evidenti le contraddizioni del sistema, ma che rischiano di essere nuovamente disciplinate dalla pedagogia della paura?

Come facciamo a costruire percorsi di lotta collettivi che permettano di farci uscire dallo schema “decidono loro, ma avevamo ragione noi”?

Non abbiamo ovviamente le risposte, ma siamo convinti che siano le stesse domande che ogni realtà, rete e movimento si sta ponendo in un momento come questo.

Mai come ora ci sembra, infatti, evidente il salto fra la ricchezza delle proposte e delle pratiche prodotte da ogni soggettività e l’efficacia nella capacità di produrre, intorno alle stesse, conflitto, partecipazione e mobilitazione sociale.

Ma se tutt* ci poniamo le stesse domande, perché non farlo, almeno per una volta, tutt* assieme?

Perché non provare a costruire un luogo e un momento nei quali confrontarci esattamente su questo?

Noi vogliamo provarci e per questo proponiamo a chiunque sia interessato di costruirlo assieme.

Ci accompagna l’umiltà di chi non ha risposte precostituite, ci spinge la determinazione di chi percepisce come il momento sia ora.

ATTAC ITALIA

per contatti: segreteria@attac.org
Marco Bersani 329 4740620