{"id":1281,"date":"2021-06-11T10:14:00","date_gmt":"2021-06-11T08:14:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/?p=1281"},"modified":"2024-12-09T22:22:38","modified_gmt":"2024-12-09T21:22:38","slug":"beni-comuni-acqua-e-nucleare-indietro-non-si-torna","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/?p=1281","title":{"rendered":"Beni comuni, acqua e nucleare: indietro non si torna!"},"content":{"rendered":"\n<h4>Mobilitazione nazionale 12 giugno a Roma<br>Ore 15:30 Piazza dell&#8217;Esquilino<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-central-palette-1-color has-text-color\"><em>Di seguito, un bellissimo articolo di Marco Bersani&nbsp;&nbsp;che ci fa sorvolare sulla campagna per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua dal suo esordio fino ad oggi, popolando la scena della tanta e varia umanit\u00e0 che ne \u00e8 stata e ne \u00e8 protagonista.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/ci6.googleusercontent.com\/proxy\/zwksJBsW7tA9NNNexGdbwzHEIEmirUnHwiG8M3QcdgHjRmVDGIF-w9kmd2cx2uwQocLVHxIwPmEwV0raTNCM5u40N_KAV9wt1ZTr4fkteDArJQpmQcLvRHpalMEZHA=s0-d-e1-ft#https:\/\/www.dinamopress.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/20210604_175243-1.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3>Si scrive acqua e si legge democrazia. Mobilitazione nazionale a Roma<\/h3>\n\n\n\n<p>di&nbsp;<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.dinamopress.it\/news\/authors\/marco-bersani\/\" target=\"_blank\">Marco Bersani<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<h5>Sabato 12 giugno ritrovo alle 15.30 a Piazza dell\u2019Esquilino per la manifestazione \u201cBeni comuni, acqua e nucleare: indietro non si torna!\u201d, mentre domenica (ore 18) si terr\u00e0 un dibattito online con quelle realt\u00e0 d\u2019Europa e del mondo che hanno messo in campo la riappropriazione sociale dell\u2019acqua e la sua gestione partecipativa<\/h5>\n\n\n\n<p>Teatro Greco di Siracusa, 8 giugno 2011: mentre l\u2019arena gremita di spettatori attende l\u2019inizio dello spettacolo, una persona si alza ed espone sulla balaustra la bandiera della campagna referendaria per l\u2019acqua; in una manciata di secondi, solerti uomini della sicurezza gli sono addosso e tentano di sequestrare la bandiera. Dopo alcune iniziali proteste da parte di altri spettatori, improvvisamente qualcuno si alza in piedi e inizia a gridare \u201cVota SI! Vota SI!\u201d ritmando con le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un attimo: l\u2019intero teatro si alza in piedi e lo slogan diventa un coro collettivo per diversi minuti.<br>E\u2019 stato guardando il video su Youtube che tutte e tutti ci siamo resi conto di come questa volta il quorum sarebbe stato raggiunto perch\u00e9 qualcosa di molto profondo era successo nella societ\u00e0 italiana.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Di episodi come questo \u00e8 stata interamente costellata la campagna referendaria, aperta il 26 marzo 2011 con una manifestazione nazionale (la terza) del movimento per l\u2019acqua e una folla di 300mila persone in Piazza S. Giovanni.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Potrei citare il messaggio di una signora 86enne che, dall\u2019ospizio umbro in cui risiedeva, ci scrisse rammaricata di non poter sostenere economicamente la campagna referendaria perch\u00e9 in condizioni di amministrazione controllata, ma che \u00abci ricordava ogni sera nelle sue preghiere\u00bb; o l\u2019altrettanto commovente lettera dei detenuti all\u2019ergastolo ostativo (i cosiddetti \u201cfine pena mai\u201d), che, pur non potendo ovviamente votare, ci garantirono la diffusione \u00abattraverso Radio Carcere\u00bb dell\u2019informazione e del sostegno ai referendum dentro tutte le carceri italiane; o le suore di clausura che, nella bergamasca, chiesero un incontro per poter essere informate sulla battaglia dell\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Non basterebbe un libro per raccontare il risveglio della societ\u00e0 italiana dentro la stagione referendaria e per raccontare i tanti gesti e iniziative quotidiane autonomamente messi in campo da donne e uomini, di cui \u00e8 stata intessuta l\u2019intera campagna e il suo straordinario risultato finale.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>12 e 13 giugno 2011: oltre 27 milioni di persone hanno votato SI ai due referendum sull\u2019acqua ed \u00e8 interessante analizzarne alcuni dati in termini di composizione sociale.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Il primo dei quali dice dell\u2019omogeneit\u00e0 con cui si \u00e8 votato su tutto il territorio nazionale: il quorum \u00e8 stato infatti raggiunto in tutte le regioni italiane, pur con le storiche differenze di partecipazione tra nord e sud del paese.<br>Un secondo dato \u00e8 estremamente interessante: oltre il 66% dei giovani dai 18 ai 25 anni \u00e8 andato alle urne, segnalando come ogni analisi stereotipata e caricaturale sulle giovani generazioni \u00e8 destinata \u2013 come in ogni epoca \u2013 a infrangersi contro la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/ci3.googleusercontent.com\/proxy\/zhvWhTsEq7UpmpZupEeAGyh3ABqF8ahadvDywUtZCGWdOsg-JOwZFeFYb3V6ycVBTi0zvwDpCIWc2VGruJ_cy7a2Lqa5vNkzBSPga7mtXHKBIr5f9K0snKrw6t6fW6MDAFEcew776imznT2EovmRo3BXRRhhgSckvWHtYtw=s0-d-e1-ft#https:\/\/www.dinamopress.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/109551396_3480619231972533_3448442402176797062_n.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Altrettanto degno di nota il dato sull\u2019appartenenza politica dei votanti: perch\u00e9 risultano aver partecipato al voto il 26% di elettori dell\u2019allora Pdl (Partito della Libert\u00e0) e il 42% degli elettori dell\u2019allora Lega Nord, ci\u00f2 che dimostra da una parte come, anche dentro quei partiti, la delega autoritaria abbia smesso di funzionare (i leader, a partire da Berlusconi e Bossi, avevano, espressamente e pi\u00f9 volte, invitato a disertare le urne), dall\u2019altra segnala la grande capacit\u00e0 da parte del movimento per l\u2019acqua di tenere la barra della campagna sul tema e di saperla comunicare come battaglia di riappropriazione dal basso, ben lontana dai giochi politici del \u201cPalazzo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Cos\u00ec come spiega molto pi\u00f9 di decine di analisi sociologiche sulla disaffezione dei cittadini alla politica, il fatto che oltre il 25% dell\u2019astensionismo permanente (ovvero di quella parte di elettorato che non vota mai) si sia recato alle urne per i referendum per l\u2019acqua.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ma il dato che pi\u00f9 di ogni altro d\u00e0 la cifra reale di cosa sia stata quella campagna referendaria \u00e8 quello che informa di come oltre il 16% di coloro che si sono recati alle urne abbia dichiarato di aver partecipato alla campagna stessa, considerando come livello minimo di partecipazione \u00abl\u2019aver distribuito materiale nel proprio condominio\u00bb: significa che oltre 4.000.000 di cittadini, in modi e forme diverse per tempi ed intensit\u00e0, si \u00e8 attivato per la vittoria dei \u2018SI\u2019 ai referendum. E, fra questi, il 60% era alla sua prima esperienza di campagna elettorale e\/o referendaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono numeri che parlano da soli. Dopo anni di atrofia della partecipazione, il movimento per l\u2019acqua, mettendo in campo una vera esperienza di autoeducazione popolare sul tema dei beni comuni e di riappropriazione dal basso della partecipazione diretta, ha saputo coinvolgere intere fasce sociali tendenzialmente \u201clontane\u201d e moltissimi cittadini comuni in una grande prova di democrazia reale.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 le rivoluzioni non sono mai un evento ma un processo, anche quel risultato fu il frutto di un lavoro durato anni, a partire dal primo Forum Alternativo Mondiale sull\u2019Acqua, realizzato a Firenze nel marzo 2003, passando per la nascita del Forum italiano dei movimenti per l\u2019acqua a Roma nel marzo 2006, per il lancio di una legge d\u2019iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell\u2019acqua che, nel semestre gennaio-luglio 2007, raccolse oltre 400.000 firme.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Un processo di alfabetizzazione popolare diffuso in tutti i territori che \u00e8 riuscito ad affermare il paradigma dei beni comuni come elemento centrale di alternativa alla narrazione liberista e come fulcro per la costruzione di un\u2019alternativa di societ\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Un percorso cos\u00ec dirompente non poteva essere accettato da governi e grandi poteri finanziari, che proprio sulla mercificazione dei beni comuni e sulla privatizzazione dei servizi pubblici contavano per riprendere i meccanismi di accumulazione finanziaria e dare uno sbocco alla crisi da sovrapproduzione del modello capitalistico.<br>Fu cosi che, preso atto della perdita di consenso intorno al mantra \u201cprivato \u00e8 bello\u201d, lo si trasform\u00f2 nell\u2019imposizione autoritaria \u201cse anche privato non \u00e8 bello, \u00e8 obbligatorio e ineluttabile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fare questo passaggio, occorreva trasformare la storica favola liberista della ricchezza per tutti in un incubo \u201c<em>austeritario<\/em>\u201d, utilizzando lo shock del debito pubblico, che, non a caso, divenne il tema centrale a partire dall\u2019agosto 2011, nemmeno due mesi dopo la vittoria referendaria, attraverso la famosa lettera della Banca centrale europea all\u2019allora governo Berlusconi, sostituito nel novembre successivo dal governo \u201ctecnico\u201d di Monti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/ci4.googleusercontent.com\/proxy\/ySJ0bFCWDLReMnwlguX8EzxLBkZGHlyGrR0dkUNovUhIMq7hzRKi40h3H-7p35Gueqof_fDpJ3QLIcD2x5D1moHqOJy_8CK3LZ3lP9whCSft6fQW02rDH-CEMMXCN6jZcgkpLRzgdwq2CuUbcLxld_rVcC6sSfgQWWyYVJQ--Jn-_1NwtXc=s0-d-e1-ft#https:\/\/www.dinamopress.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/121160878_3742055069162280_7008207270951686547_n-1024x512.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Fu allora toccata con mano da tutte e tutti la verticale crisi della democrazia rappresentativa, incapace di dare corso alla sovranit\u00e0 popolare espressa attraverso la vittoria referendaria. Nondimeno, quella battaglia contribu\u00ec a costruire un argine ai processi di privatizzazione che, rimessi in campo pi\u00f9 volte negli anni successivi, non sono ad oggi ancora riusciti a portare a fondo la messa sul mercato del pi\u00f9 importante fra i beni comuni.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Tanto che oggi, dieci anni dopo quel referendum, l\u2019antagonismo tra la narrazione liberista e il paradigma dell\u2019acqua e dei beni comuni \u00e8 tornato di stretta attualit\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Dopo un anno e mezzo di pandemia, che ha funzionato da evidenziatore di tutte le insostenibili contraddizioni del modello capitalistico, prefigurando la necessit\u00e0 di una radicale inversione di rotta per uscire dall\u2019economia del profitto e costruire la societ\u00e0 della cura, ci ha pensato il governo Draghi a rimettere l\u2019acqua nel mirino della valorizzazione finanziaria, con un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) di nuovo fondato su crescita, competitivit\u00e0 e concorrenza, nel quale si parla del servizio idrico unicamente in termini di aziendalizzazione, finanziarizzazione e privatizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, il decimo anniversario della vittoria referendaria non ha solo il sapore della memoria, bens\u00ec quello dell\u2019attualit\u00e0 presente e futura di quella lotta e di quell\u2019esperienza. Sabato 12 giugno a Roma con ritrovo alle 15.30 a Piazza dell\u2019Esquilino \u00e8 convocata la manifestazione nazionale \u201cBeni comuni, acqua e nucleare: indietro non si torna!\u201d<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Un appuntamento per gridare tutte e tutti insieme che abbiamo compreso a fondo i significati espressi dalla pandemia e la sfida per un\u2019alternativa di sistema che siamo chiamati a mettere in campo nei prossimi mesi: la societ\u00e0 della cura, di s\u00e9, degli altri e delle altre, dell\u2019ambiente e del diritto al futuro per le prossime generazioni, a partire dall\u2019assunto irrinunciabile che senza acqua non c\u2019\u00e8 cura.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Domenica 13 giugno ore 18 si terr\u00e0 un dibattito, online su zoom e diretta sula pagina fb acquabenecomune, dove interverranno le decine di esperienze di grandi citt\u00e0 in Europa e nel mondo (da Parigi a Berlino, da Barcellona a Valparaiso in Cile) che hanno invertito la rotta mettendo in campo la riappropriazione sociale dell\u2019acqua e la sua gestione partecipativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 oggi come ieri, si scrive acqua e si legge democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Tutte le immagini dalla pagina Facebook di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/acquabenecomune\/\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Forum dei Movimenti Italiani per l\u2019Acqua<br>&nbsp;<\/a><\/em><br><a href=\"https:\/\/www.dinamopress.it\/news\/si-scrive-acqua-e-si-legge-democrazia-mobilitazione-nazionale-a-roma\/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=si-scrive-acqua-e-si-legge-democrazia-mobilitazione-nazionale-a-roma\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.dinamopress.it\/news\/si-scrive-acqua-e-si-legge-democrazia-mobilitazione-nazionale-a-roma\/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=si-scrive-acqua-e-si-legge-democrazia-mobilitazione-nazionale-a-roma<\/a>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mobilitazione nazionale 12 giugno a RomaOre 15:30 Piazza dell&#8217;Esquilino Di seguito, un bellissimo articolo di Marco Bersani&nbsp;&nbsp;che ci fa sorvolare sulla campagna per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua dal suo esordio fino ad oggi, popolando la scena della tanta e varia umanit\u00e0 che ne \u00e8 stata e ne \u00e8 protagonista. 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