{"id":2416,"date":"2025-07-20T23:02:44","date_gmt":"2025-07-20T21:02:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.retidipace.it\/home\/?p=2416"},"modified":"2025-12-11T11:59:37","modified_gmt":"2025-12-11T10:59:37","slug":"non-esiste-alcun-vincolo-giuridico-internazionale-che-obblighi-litalia-a-incrementare-la-spesa-militare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/?p=2416","title":{"rendered":"Non esiste alcun vincolo giuridico internazionale che obblighi l\u2019Italia a incrementare la spesa. militare"},"content":{"rendered":"\n<h2>di Domenico Gallo<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"has-accent-color has-text-color\"><strong>9 luglio 2025<\/strong><br><strong>RIUNIONE COORDINAMENTO NO RIARMO<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Le questioni internazionali vengono spesso oscurate, evitate, per impedire un vero dibattito politico. Quando emergono e si rende necessaria una scelta popolare, ci viene detto che \u201cabbiamo le mani legate\u201d a causa dei vincoli internazionali imposti dall\u2019Europa. In realt\u00e0, molte decisioni, come quelle assunte recentemente, sono frutto di scelte politiche interne.<\/p>\n\n\n\n<p>La NATO \u00e8 un\u2019organizzazione internazionale basata su un trattato, che non comporta alcun trasferimento di sovranit\u00e0 dagli Stati membri verso l\u2019organizzazione stessa. Le decisioni vengono prese dal Consiglio Atlantico, composto da rappresentanti di ciascun paese, e devono essere approvate all\u2019unanimit\u00e0. Questo processo decisionale \u00e8 piuttosto complesso e burocratico, tanto che sul piano militare si cerca spesso di aggirarlo.<\/p>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p>Un esempio evidente \u00e8 il processo di allargamento della NATO: ogni nuova adesione comporta la modifica formale del trattato originario del 1949, che deve essere ratificata da tutti i membri. Il recente ingresso della Svezia \u00e8 stato possibile solo dopo l\u2019approvazione della Turchia, che aveva inizialmente posto il veto.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la riunione del Consiglio Atlantico del 24-25 giugno, \u00e8 stata rilasciata una dichiarazione molto sintetica, che ribadisce l\u2019impegno alla difesa collettiva (articolo 5) e propone un programma di incremento delle spese militari fino al 5% del PIL entro il 2030. Tuttavia, questa dichiarazione non \u00e8 stata firmata da tutti i paesi (la Spagna, ad esempio, non l\u2019ha sottoscritta), e quindi non rappresenta un atto formale vincolante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante sottolineare che non \u00e8 la NATO a imporre questo programma di spesa: \u00e8 il governo italiano che ha scelto di assumersi questo impegno, probabilmente per compiacere altri partner internazionali. L\u2019obiettivo \u00e8 portare la spesa militare da circa 35 miliardi a 100 miliardi di euro all\u2019anno entro dieci anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ci verranno a dire che \u201cabbiamo un vincolo\u201d e che \u201cce lo chiede la NATO\u201d, dobbiamo rispondere con chiarezza:&nbsp;<strong>non \u00e8 la NATO a chiederlo, \u00e8 il governo Meloni<\/strong>&nbsp;che ha scelto volontariamente di assumere questi impegni. Nessuno ha obbligato l\u2019Italia a firmare. \u00c8 una decisione politica, e come tale, il governo deve assumersene la responsabilit\u00e0, anche di fronte al dissenso del popolo italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi impegni non sono trattati internazionali, ma&nbsp;<strong>atti di indirizzo politico<\/strong>. Se fossero trattati, il Parlamento dovrebbe ratificarli, e potrebbe anche rifiutarsi di farlo. Invece, si tratta di semplici dichiarazioni di intenti, sottoscritte da alcuni Stati membri della NATO, ma non da tutti. Non hanno valore giuridico vincolante.<\/p>\n\n\n\n<p>Un articolo del generale Mini, pubblicato il 3 luglio, lo chiarisce bene:&nbsp;<em>\u201cIl 5% \u00e8 un impegno politico di ogni nazione che intende adottarlo. La NATO non obbliga nessuno. Non sono previste sanzioni o limitazioni per chi non lo rispetta, salvo pressioni politiche o ricatti individuali.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, \u00e8 fondamentale comprendere che&nbsp;<strong>non esiste alcun vincolo giuridico internazionale<\/strong>&nbsp;che obblighi l\u2019Italia a incrementare la spesa militare. L\u2019unico vincolo \u00e8 quello politico, assunto dal governo attuale, e valido solo finch\u00e9 quella maggioranza resta in carica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista costituzionale, l\u2019articolo 117 della Costituzione, riformato con il nuovo Titolo V, stabilisce che la potest\u00e0 legislativa dello Stato e delle Regioni deve rispettare:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>La Costituzione;<\/li><li>L\u2019ordinamento comunitario;<\/li><li>Gli obblighi internazionali.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Ma attenzione:&nbsp;<strong>gli obblighi internazionali<\/strong>&nbsp;sono solo quelli derivanti da:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>norme di diritto internazionale generalmente riconosciute (es. consuetudini);<\/li><li>trattati internazionali ratificati regolarmente dal Parlamento;<\/li><li>ordinamento comunitario (che ha natura sovranazionale e prevale sul diritto interno).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La NATO, invece,&nbsp;<strong>non comporta alcuna cessione di sovranit\u00e0<\/strong>. Non \u00e8 un ordinamento sovranazionale.&nbsp;Non pu\u00f2 imporre obblighi vincolanti agli Stati membri, se non attraverso trattati ratificati. Le dichiarazioni politiche, come quella sull\u2019aumento delle spese militari,&nbsp;<strong>non rientrano tra i vincoli giuridici<\/strong>&nbsp;previsti dall\u2019articolo 117.<\/p>\n\n\n\n<p>La legge 131\/2003, che ha dato attuazione alla riforma del Titolo V, lo conferma: solo i trattati internazionali ratificati, le norme consuetudinarie e il diritto comunitario costituiscono vincoli alla potest\u00e0 legislativa.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione,&nbsp;<strong>l\u2019impegno assunto dal governo italiano in sede NATO non ha alcun valore giuridico vincolante<\/strong>. \u00c8 una scelta politica, revocabile da future maggioranze. Non dobbiamo lasciarci intimidire da chi parla di \u201cvincoli internazionali\u201d inesistenti. Se il governo ha preso questo impegno, ne risponde politicamente davanti al popolo italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D:<\/strong>\u00c8 stata sottolineata con chiarezza da Domenico Gallo la questione degli impegni assunti dall\u2019Italia in ambito NATO. A questo proposito, si \u00e8 voluta evidenziare la differenza sostanziale tra l\u2019architettura giuridica della NATO e quella dell\u2019Unione Europea. Mentre l\u2019UE comporta una vera e propria cessione di sovranit\u00e0, con vincoli effettivi tramite direttive e regolamenti, ogni spesa \u2013 anche quelle previste in piani di grande entit\u00e0, come quello da 800 miliardi \u2013 deve comunque essere approvata dal Parlamento. Nulla pu\u00f2 essere applicato automaticamente, a differenza di quanto avviene nel contesto NATO, dove il controllo parlamentare risulta pi\u00f9 debole o assente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>R:&nbsp;<\/strong>Fortunatamente, l\u2019Unione Europea&nbsp;<strong>non ha competenza in materia di difesa nazionale<\/strong>: questa resta di esclusiva competenza degli Stati membri. L\u2019UE pu\u00f2 solo incentivare o facilitare investimenti nel settore, ad esempio permettendo di sforare i limiti del Patto di Stabilit\u00e0 o offrendo prestiti agevolati tramite la Banca Europea per gli Investimenti, o anche creando una banca ad hoc. Oppure pu\u00f2 emettere bond creando un debito che i singoli stati possono usare per il riarmo, anche se questa intenzione per ora non c\u2019\u00e8.&nbsp;&nbsp;Ma&nbsp;<strong>non pu\u00f2 imporre<\/strong>&nbsp;agli Stati membri di destinare fondi alla spesa militare.<\/p>\n\n\n\n<p>Le decisioni comunitarie seguono due canali:<\/p>\n\n\n\n<ul><li><strong>Le direttive<\/strong>, che richiedono un recepimento da parte del Parlamento nazionale;<\/li><li><strong>I regolamenti<\/strong>, ossia leggi europee, che invece hanno&nbsp;<strong>efficacia diretta<\/strong>&nbsp;e prevalgono sulle leggi nazionali, ma&nbsp;<strong>non possono mai imporre spese militari<\/strong>&nbsp;agli Stati membri. Se lo facessero, sarebbero facilmente impugnabili davanti alla Corte di Giustizia dell\u2019UE.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>D:&nbsp;<\/strong>\u00c8 stato sottolineato come la comprensione del quadro giuridico sia fondamentale per l\u2019azione del movimento contro il riarmo. Conoscere i meccanismi normativi consente infatti di smontare le narrazioni che presentano certe scelte politiche come \u201cobbligate\u201d o inevitabili.<br>In particolare, \u00e8 emersa una questione di estrema gravit\u00e0: l\u2019esistenza di una norma che escluderebbe alcune spese militari dal controllo del Parlamento e della Corte dei Conti. Se confermata, tale disposizione rappresenterebbe un attacco diretto ai principi costituzionali e un ulteriore passo verso un processo decisionale autoritario. In tal caso, \u00e8 stato suggerito che la norma andrebbe impugnata, eventualmente davanti al giudice amministrativo o alla Corte Costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>R:&nbsp;<\/strong>Questa norma \u00e8 contraria all\u2019ordinamento giuridico italiano e fa parte della deriva autoritaria di questo governo. Se venisse fuori, bisognerebbe impugnarla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;A questo proposito, ho rivisto la&nbsp;<strong>sentenza n. 238 del 2014<\/strong>&nbsp;della Corte Costituzionale, scritta dal giudice Tesauro. In quel caso, la Corte ha stabilito che&nbsp;<strong>i vincoli internazionali non possono prevalere sui principi fondamentali della Costituzione italiana<\/strong>. La sentenza riguardava il diritto delle vittime italiane del nazismo a ottenere risarcimenti dalla Germania, nonostante una sentenza contraria della Corte Internazionale di Giustizia. La Corte costituzionale italiana ha affermato per\u00f2 che&nbsp;<strong>esistono dei \u201ccontrolimiti\u201d<\/strong>: i diritti inviolabili della persona non possono essere sacrificati nemmeno in nome di obblighi internazionali, dichiarando cos\u00ec incostituzionale la legge di adesione dell\u2019Italia alle Nazioni Unite nella parte relativa alla sentenza della CIG da cui derivava l\u2019obbligo di dare esecuzione alla medesima.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo, oggi assistiamo a un&nbsp;<strong>arretramento delle garanzie costituzionali<\/strong>. Un esempio recente \u00e8 la sentenza dell\u20198 luglio sulla legge che limita le attivit\u00e0 di soccorso in mare: la Corte ha riconosciuto che la legge non impedisce formalmente i salvataggi, ma ha evitato di dichiararla incostituzionale, lasciando spazio a interpretazioni restrittive.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 non deve scoraggiarci:&nbsp;<strong>le garanzie costituzionali esistono ancora<\/strong>, ma dobbiamo&nbsp;<strong>attivarle e difenderle<\/strong>. Non possiamo permettere che il principio di legalit\u00e0 venga eroso in nome di presunti vincoli internazionali che, nella maggior parte dei casi,&nbsp;<strong>non esistono o non sono vincolanti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D:<\/strong>Riguardo alle basi militari NATO presenti in Italia: \u00e8 vero che, pur trovandosi su territorio italiano, le decisioni operative spettano esclusivamente alla NATO? Ha citato l\u2019esistenza di un Regio Decreto del 1941 che imporrebbe la segretezza sulle attivit\u00e0 svolte in queste basi, e ha chiesto chiarimenti sulla commissione di esperti che deciderebbe sugli armamenti, escludendo il Parlamento.<br>Ha chiesto a Domenico Gallo di chiarire quali siano i margini di sovranit\u00e0 dello Stato italiano rispetto all\u2019uso delle basi NATO sul proprio territorio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>R:&nbsp;<\/strong>La questione delle basi NATO in Italia \u00e8 complessa. In realt\u00e0, molte di queste&nbsp;<strong>non sono formalmente basi NATO<\/strong>, ma&nbsp;<strong>basi statunitensi<\/strong>&nbsp;concesse in uso agli Stati Uniti attraverso&nbsp;<strong>accordi bilaterali<\/strong>. Questi accordi, contrariamente a quanto previsto dalla Costituzione,&nbsp;<strong>non sono pubblici<\/strong>: sono stati tenuti segreti, a differenza di quanto avviene in altri paesi, come la Turchia, dove gli accordi sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio, la base di Camp Darby \u00e8 stata concessa agli Stati Uniti per&nbsp;<strong>99 anni<\/strong>, una situazione simile a quella della base di Guant\u00e1namo a Cuba. In teoria, ogni base ha un&nbsp;<strong>comando congiunto<\/strong>: un comandante italiano e uno americano. Questo dovrebbe garantire una sorta di \u201c<strong>doppia chiave<\/strong>\u201d per l\u2019utilizzo delle strutture e delle attivit\u00e0 militari.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, nella pratica,&nbsp;<strong>le autorit\u00e0 italiane spesso lasciano piena libert\u00e0 di azione<\/strong>&nbsp;agli Stati Uniti, come accade a Sigonella. Eppure, ci sono precedenti in cui l\u2019Italia ha esercitato la propria sovranit\u00e0: ad esempio, nel caso del dirottamento dell\u2019aereo egiziano, i carabinieri italiani impedirono agli americani di prelevare i sospetti terroristi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quindi fondamentale&nbsp;<strong>chiedere trasparenza<\/strong>: gli accordi devono essere resi pubblici, come previsto dalla Costituzione. Solo cos\u00ec si potr\u00e0 esercitare un controllo democratico su queste strutture.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Domenico Gallo 9 luglio 2025RIUNIONE COORDINAMENTO NO RIARMO Le questioni internazionali vengono spesso oscurate, evitate, per impedire un vero dibattito politico. Quando emergono e si rende necessaria una scelta popolare, ci viene detto che \u201cabbiamo le mani legate\u201d a causa dei vincoli internazionali imposti dall\u2019Europa. In realt\u00e0, molte decisioni, come quelle assunte recentemente, sono [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2417,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4],"tags":[],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"1970-01-01 01:00:00","action":"","terms":[],"taxonomy":"","browser_timezone_offset":0},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2416"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2416"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2416\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2427,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2416\/revisions\/2427"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2417"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2416"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2416"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2416"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}