{"id":2421,"date":"2025-12-10T14:19:00","date_gmt":"2025-12-10T13:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.retidipace.it\/home\/?p=2421"},"modified":"2025-12-11T12:00:09","modified_gmt":"2025-12-11T11:00:09","slug":"vergognose-e-strumentali-le-proposte-di-legge-sullantisemitismo-basate-sulla-definizione-dellirha","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/?p=2421","title":{"rendered":"Vergognose e strumentali le proposte di legge sull\u2019antisemitismo basate sulla definizione dell\u2019IRHA"},"content":{"rendered":"\n<h2>di Stefano Bartolini<\/h2>\n\n\n\n<p>Veniamo direttamente al punto di quanto siano strumentali e vergognose tutte queste proposte di legge sull&#8217;antisemitismo basate sulla definizione dell\u2019IRHA. <\/p>\n\n\n\n<p>La prendo sul personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Io sono nato da madre ebrea e sono cresciuto in una famiglia ebraica, con tutto il corollario di pesach con uovo sodo al primogenito maschio da mangiare senza farsi vedere, hanukkah, vagamente rosh hashanah. Famiglia non particolarmente praticante ma credente (io non credo, ma \u00e8 evidente che l&#8217;ebraismo cos\u00ec come non \u00e8 questione di razza non lo \u00e8 nemmeno di credo, cosa poi sia \u00e8 discorso aperto). Per non parlare della memoria delle persecuzioni, da quelle mitologiche dei faraoni a quelle vicine e concrete dei fascisti e della Shoah.<\/p>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p>Insomma io sono cresciuto da ebreo, con arredi e ninnoli vari in casa e il peso di un nonno partigiano delle Garibaldi che si chiamava niente di meno che Israele (lo trovate sull\u2019home page del sito dedicato agli ebrei resistenti italiani del Cdec). Per mio nonno ho ottenuto postumo dallo Stato italiano il riconoscimento di perseguitato razziale sulla base della documentazione di archivio che ho raccolto.<br>E nella vita da storico ho lavorato tanto sull&#8217;antisemitismo, il razzismo, il nazionalismo, il fascismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltretutto si pu\u00f2 dire che sono diventato antifascista fin dalla tenera et\u00e0 perch\u00e9 sapevo che ero ebreo, che i fascisti ci avevano sterminato per quel che eravamo e dunque era chiaro che nel fascismo c&#8217;\u00e8 qualcosa di intrinsecamente malvagio.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 Israele, lo stato. Con Israele ho dovuto fare un lungo percorso. Non che in casa fossero sionisti (nessuno ha mai fatto l&#8217;aliyah) o ferventi sostenitori di Israele, sono sempre stati semmai tutti per lo pi\u00f9 indifferenti a quel che succedeva in un posto lontano e esotico mentre erano intenti a fare la cena di natale senza nemmeno un cristiano a tavola. Ma quest&#8217;idea che di l\u00e0 dal mediterraneo ci fosse una patria di riserva in cui andare a rifugiarsi qualora avessero iniziato di nuovo a farci fuori te la passano. Forse \u00e8 come ha detto Tony Judt, ormai noi laici in diaspora non troviamo altro fondamento al nostro essere ebrei se non che i nazisti hanno provato a farci tutti fuori. Quindi partiamo da qui. Poi che \u00e8 successo?<br>La &#8220;patria di riserva&#8221; della quale avrei diritto a chiedere la cittadinanza secondo le sue leggi, crescendo \u00e8 iniziata a diventare un posto che portava avanti politiche profondamente ingiuste verso gente nativa del posto. Inizialmente \u00e8 iniziata a essere una \u201cpatria di riserva\u201d governata da gente non propriamente lungimirante, che sbagliava tutto (e nel farlo ci metteva di nuovo a rischio).<\/p>\n\n\n\n<p>Poi a un certo punto mi sono ritrovato a ospitare a pi\u00f9 riprese in casa mia un moderno Odisseo proveniente da Gaza. Non dimenticher\u00f2 mai il suo terrore negli occhi la prima volta che entro nella mia casa materna \u00e8 scopri dagli arredi di essere finito in una casa di ebrei. Mi chiese atterrito se eravamo fanatici. Io scoppiai a ridere e gli dissi tranquillamente mi casa es tu casa. Ma non ho mai smesso di pensarci. Quindi eravamo giunti a questo? Per un palestinese nato e cresciuto a Jabalya il primo tema con un ebreo era appurare se fosse un fascista che aveva in mente di eliminarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto ho iniziato a pensare che era giunta l&#8217;ora di andare a vedere di persona cosa erano Israele e la Palestina. Scelsi di farlo da solo, senza contatti, senza agganci in loco, io e il mio fedele zaino da viaggio. Mia madre insistette perch\u00e9 parlassi prima con un\u2019amica di famiglia che c&#8217;era stata molte volte. Questa mi spiego minuziosamente i posti in cui andare e quelli dove non andare. Quelli in cui andare erano quelli sicuri perch\u00e9 \u201cl\u00ec c\u2019\u00e8 pieno di soldati\u201d. Io avevo gi\u00e0 fatto tutto il movimento no global, pensai che avevamo un\u2019idea diversa di cosa \u00e8 la sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi arrivai a Gerusalemme e come Philip Roth in Operazione Shylock scoprii subito che nella \u201cpatria di riserva\u201d non fregava niente a nessuno che ero ebreo. E ci pu\u00f2 stare. Fuori dalle fantasticherie dell\u2019aliyah era un po\u2019 come un argentino di cultura italiana che atterra a Roma e dice \u201cio sono italiano\u201d: emb\u00e8?<br>Dunque me ne andai in tutti i luoghi dove mi era stato sconsigliato di andare e \u2013 pericolo assoluto \u2013 mi addentrai nei territori occupati, a Betlemme, a Ramallah, nei campi profughi, dove fui accolto da gente ospitale e simpatica. E solo soletto me ne andai a porgere i miei omaggi alla tomba di Yasser Arafat.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma attraversare quell\u2019inquietante muro di cemento che rende i territori occupati la pi\u00f9 grande prigione del mondo \u2013 testimonianza concreta della persecuzione &#8211; ti ricordava il tuo previlegio di occidentale che se ne pu\u00f2 andare in su e gi\u00f9 tranquillamente. E soprattutto ti ricordava con le sue torrette quell\u2019incubo di un campo in Polonia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non del tutto contento ci tornai due anni dopo, questa volta con alcuni amici e con un appuntamento con Breaking the silence per andare nei campi profughi a sud di Hebron, quelli in cui \u00e8 girato No other land, passando per qualche colonia israeliana.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto inizi definitivamente a capire. Quella non \u00e8 una \u201cpatria di riserva\u201d che sbaglia. Quello \u00e8 <strong>uno stato razzista e colonialista criminale<\/strong> che fonda su basi razziali la sua cittadinanza e il suo diritto a esistere, tenuto in piedi con la forza del dominio e del sopruso e attraversato da <strong>orde di squadristi<\/strong> che si chiamano coloni.\u00c8 <strong>uno stato fascista che si atteggia a democratico<\/strong> attraverso alcune esteriorit\u00e0 occidentali. E che, come facevano i fascisti italiani, pretende che ci sia un\u2019identit\u00e0 tra ebraismo e sionismo, e chi la rigetta \u00e8 antisemita. Ma io lo sapevo che i fascisti dicevano che erano anti-italiani gli antifascisti.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi vedi anche che nelle librerie dove vendono libri in inglese \u2013 ce ne sono molte \u2013 ci sono volumi in bella vista, best seller, dove si spiega che la soluzione finale della questione palestinese \u00e8 prendersi tutto e fare fuori \u2013 in qualsiasi modo \u2013 questi scomodi palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ora eccoci qui. Davanti a una sequenza di proposte di legge tutte uguali proposte da fascisti o da finti antifascisti che pretendono non solo di dirmi ma di impormi per legge che criticare quello stato \u00e8 antisemita. Ma questo \u00e8 falso. <strong>Criticare quello stato \u00e8 antifascista<\/strong>. E su questo sar\u00f2 chiaro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico stato che conosco che ha diritto a esistere \u00e8 uno stato democratico, autodeterminatosi, non nazionalista e nemmeno nazionale, con regole di cittadinanza inclusive e non su basi razziali, etniche, nazionaliste, mitologiche, bibliche.Uno stato dove non ci sono cittadini di serie A e di serie C (se non ci fossero nemmeno per classe sarebbe meglio, ma questo sarebbe gi\u00e0 quell\u2019altro stato che continuiamo a agognare).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo Israele non \u00e8 e non potr\u00e0 mai essere, perch\u00e9 \u00e8 uno stato che fonda il suo diritto di esistere sulla forza, la violenza, l\u2019apartheid, il sopruso, il dominio, la promessa divina.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a questo, <strong>l\u2019unica proposta democratica \u00e8 quella di uno stato solo, che si chiami come si \u00e8 sempre chiamato quel posto, Palestina<\/strong>, dove fino a quando non sono arrivati dei colonialisti occidentali animati da un\u2019ideologia nazionalista e rapace chiamata sionismo si viveva tranquillamente in pace tra ebrei, mussulmani e cristiani di ogni sorta, tutti palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>E dire questo non \u00e8 assolutamente antisemita, perch\u00e9 io continuer\u00f2 ad avere i miei ninnoli ebraici in casa, e vorrei semmai poter tornare a mangiare il mio uovo sodo a pesach senza dovermi vergognare per il timore di essere accomunato a una banda di criminali che non mi rappresenta ma che pretende fascisticamente di parlare in mio nome, con l\u2019ausilio dei suoi alleati fascisti e finti antifascisti occidentali.<br>E che mi denuncino pure, zitto non ci sto, n\u00e9 ora n\u00e9 poi. Anzi, mi faranno il piacere di sanzionare per legge che sono un dissidente, elevandomi di status.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Stefano Bartolini<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Bartolini Veniamo direttamente al punto di quanto siano strumentali e vergognose tutte queste proposte di legge sull&#8217;antisemitismo basate sulla definizione dell\u2019IRHA. La prendo sul personale. 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