{"id":91,"date":"2015-06-20T16:53:19","date_gmt":"2015-06-20T14:53:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/?p=91"},"modified":"2020-04-10T16:25:42","modified_gmt":"2020-04-10T14:25:42","slug":"record-di-rifugiati-nel-mondo-chiediamoci-perche","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/?p=91","title":{"rendered":"Record di rifugiati nel mondo: chiediamoci perch\u00e9"},"content":{"rendered":"\n<h4>Di Patrick Boylan<\/h4>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Fonte:&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.peacelink.it\/editoriale\/i\/3137.html\">PeaceLink<\/a>&nbsp;&#8211; 20 giugno 2015 &#8211; <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.peacelink.it\/editoriale\/a\/41836.html\" target=\"_blank\">Link all&#8217;articolo<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>I migranti sbarcano da noi per arraffarsi le nostre ricchezze? Semmai il contrario. Sbarcano incessantemente dal 1990 perch\u00e9, a partire da quella data, noi sbarchiamo incessantemente nei loro paesi, a seguito dei nostri eserciti, per arraffarci le loro ricchezze, a suon di bombe. Il che provoca il loro esodo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per cui un modo per fermare le orde migratorie in fuga ci sarebbe: non causarle.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"http:\/\/www.peacelink.it\/editoriale\/images\/20517_a41836.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Migranti soccorsi dalla Guardia Costiera greca &#8211; Autore: Argiris Mantikos\/Eurokinissi\/Reuters<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Azzeccato&nbsp;<a href=\"https:\/\/youtu.be\/BXxKgjsDdY8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">lo spot<\/a>&nbsp;che l&#8217;Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha diffuso oggi, 20 giugno, per la Giornata Mondiale del Rifugiato. Denuncia il&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/articoli\/rifugiati-onu-fd8f9386-2273-4095-8d05-db0bc2afb339.html?refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">record assoluto<\/a>&nbsp;di sfollati nel mondo verificatosi nel 2014 \u2013 sono&nbsp;stati costretti ad abbandonare casa 60 milioni di persone, equivalente all&#8217;intera popolazione dell&#8217;Italia \u2013 e quella cifra potrebbe essere addirittura superata quest&#8217;anno.&nbsp;Davanti a questa impennata vertiginosa, mai vista prima,&nbsp;il video lancia allo spettatore un invito pressante: \u201c<strong>Chiediti perch\u00e9<\/strong>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Noi della Redazione di PeaceLink ci siamo chiesti perch\u00e9 \u2013 peraltro, \u00e8 da tempo che ce lo chiediamo \u2013 ed ecco le nostre risposte. Sono due. Una inpidua una causa&nbsp;<em>push<\/em>&nbsp;(ci\u00f2 che spinge un soggetto ad andar via dal proprio paese, suo malgrado). L&#8217;altra, che sar\u00e0 oggetto di un successivo editoriale, inpidua una causa&nbsp;<em>pull<\/em>&nbsp;(ci\u00f2 che noi facciamo, pur&nbsp;lamentandoci&nbsp;dei nuovi arrivi sulle nostre coste, per farli arrivare comunque).<\/p>\n\n\n\n<p>N\u00e9 l&#8217;una n\u00e9 l&#8217;altra di queste due cause hanno a che fare con le spiegazioni razziste o comunque autoassolventi che circolano oggi con sempre maggiore insistenza, grazie anche ad una certa stampa e a certi ambienti politici demagogici.<\/p>\n\n\n\n<p>Non crediamo affatto, ad esempio, per citare la spiegazione populista fornita pi\u00f9 frequentemente, che l&#8217;ondata crescente di migranti in quest&#8217;ultimi tempi sia dovuta all&#8217;\u201c<em>invidia che&nbsp;<strong>loro<\/strong>&nbsp;hanno della nostra ricchezza, che vogliono arraffarsi<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u201cspiegazione\u201d non regge proprio. Negli anni del boom economico italiano (1950-1980), infatti, i popoli dell&#8217;Africa e del Medio Oriente, attraverso la TV, conoscevano benissimo il pario di ricchezza che li separava dal Nord mondiale,&nbsp;<strong>eppure&nbsp;<\/strong><em><strong>non<\/strong><\/em><strong>&nbsp;migravano in massa<\/strong>. I&nbsp;<a href=\"http:\/\/economia.unipr.it\/DOCENTI\/BIAGIOLI\/docs\/files\/cap%207.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dati ONU<\/a>&nbsp;sulle migrazioni, in particolare quelli nelle caselle verdi, parlano chiaro:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"http:\/\/www.peacelink.it\/editoriale\/images\/20518_a41836.jpg\" alt=\"Saldi Migratori - Autore: ONU (Dipartimento affari economici e sociali), 2011\" title=\"Saldi Migratori - Autore: ONU (Dipartimento affari economici e sociali), 2011\"\/><figcaption>Saldi Migratori &#8211; Autore: ONU (Dipartimento affari economici e sociali), 2011<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Se i popoli dell&#8217;Africa e del Medio Oriente&nbsp;<strong>non<\/strong>&nbsp;migravano in massa, \u00e8 perch\u00e9, nonostante il pi\u00f9 alto tenore di vita in Europa durante gli anni del boom, la scelta di migrare, come sottolinea lo spot dell&#8217;Unhcr, rimane una scelta difficile \u2013 non solo per i rischi tremendi, ma per il tormento di dover abbandonare la propria casa e tutti gli affetti e, squattrinati, di dover affrontare nuove lingue e nuove abitudini in ambienti spesso ostili. Ecco perch\u00e9, tranne per i casi eccezionali, la migrazione viene rifiutata dalla gente comune \u2013 a meno di non esservi costretti, ad esempio per scappare dalle bombe.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora, perch\u00e9, dopo 1980, e vertiginosamente negli ultimi quattro anni, c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;impennata di migrazioni?<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 che la situazione economica per un lavoratore in Europa sia diventata, ad un tratto, molto pi\u00f9 attraente rispetto agli anni &#8217;60 o &#8217;70. Semmai il contrario: il reddito pro capite per un lavoratore manuale in Europa \u00e8 sceso in termini reali, particolarmente negli ultimi sei anni (<a href=\"http:\/\/www.sistan.it\/fileadmin\/redazioni\/IMMAGINI\/3-CNEL_Rapporto_MERCATO_DEL_LAVORO_2014.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dati CNEL 2014<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>E non \u00e8 che la situazione economica nei paesi africani o medio-orientali, tranne per le zone di guerra, sia diventata, ad un tratto, molto meno attraente rispetto a prima. Semmai il contrario. Il&nbsp;<a href=\"http:\/\/bit.ly\/grafico-bm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">seguente grafico<\/a>&nbsp;illustra, infatti, l&#8217;andamento economico recente dell&#8217;Unione Europea nei confronti di sei paesi segnati da guerre o comunque da violenti conflitti interni. Come si vede, tutti hanno recuperato, pi\u00f9 o meno, dalla crisi economica mondiale nel 2009. Tranne per la Libia, che ha subito una seconda catastrofe nel 2011: buona parte delle sue infrastrutture produttive \u00e8 stata deliberatamente distrutta dall&#8217;aviazione italiana, francese e angloamericana, col pretesto che era necessario farlo per rovesciare Gheddafi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo grafico dimostra chiaramente, dunque, che i sei paesi in guerra elencati sopra hanno non solo recuperato almeno una parte del livello economico da loro raggiunto prima del 2009 ma, in alcuni casi, hanno persino ridotto il pario tra loro e l&#8217;Unione Europea (che stenta a ripartire).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"http:\/\/www.peacelink.it\/editoriale\/images\/20519_a41836.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>PIL (a parit\u00e0 di potere di acquisto) tra l&#8217;EU e sei paesi in guerra &#8211; Autore: Banca Mondiale<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 significa che chi scappa da questi paesi in guerra, non scappa da una situazione economica catastrofica o comunque molto peggiorata rispetto a prima, per ricercare un presunto \u201cEldorado\u201d in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>La catastrofe da cui scappa, dunque, non pu\u00f2 essere che la guerra stessa, e le sue conseguenze: la distruzione della propria casa e la perdita dei propri cari,&nbsp;la paura delle violenze delle milizie nemiche, il timore delle proprie forze armate e dell&#8217;aviazione \u201camica\u201d, che ti pu\u00f2 far saltare in aria come \u201cdanno collaterale\u201d&nbsp;senza battere ciglio. Perch\u00e9 questa \u00e8 la guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche quelle migrazioni che sembrano avere origine nelle persecuzioni etniche o religiose sono, in realt\u00e0, fughe dalla guerra \u2013 o meglio, da uno sterminio manu militari, condotto apparentemente in nome di una etnia o di una religione ma, come tutte le guerre, in realt\u00e0 per motivi&nbsp;molto pi\u00f9 bassi: il dominio politico-economico di un territorio, anche per conto terzi. Abitualmente, infatti, questi stermini etnici o religiosi sono istigati e alimentati da interessi finanziari internazionali che non hanno n\u00e9 etnia n\u00e9 religione.&nbsp;<em>Pecunia non olet<\/em>,<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, molte migrazioni \u2013 che appaiono provocate dalla povert\u00e0, non dalle guerre \u2013 possono essere, anch&#8217;esse, ricondotte a fughe da conflitti armati occulti, generalmente istigati e finanziati dall&#8217;Occidente. Emblematico \u00e8 il caso dell&#8217;Eritrea oggi: non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la guerra guerreggiata interetnica con l&#8217;Etiopia, finanziata dagli USA nel 1998-2000 per far cadere Isaias Afewerki, il Presidente eritreo anti NATO e anti Fondo Monetario Internazionale. Ma continuano comunque gli attacchi sporadici logoranti da parte di guerriglieri etiopici lungo la frontiera con l&#8217;Eritrea. (Nel 2011,&nbsp;l\u2019Etiopia&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/world-africa-13349395\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha ammesso<\/a>&nbsp;di sostenere questa guerriglia.) Inoltre, tramite le sanzioni, l&#8217;Occidente strangola economicamente l&#8217;Eritrea, nella speranza che il depauperamento del paese provochi una rivolta anti regime. (E&#8217; la stessa strategia usata dall&#8217;Occidente in passato contro l&#8217;Iraq ed ora contro la Siria.) Infine, ad intervalli, la CIA attua&nbsp;&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.avvenire.it\/Mondo\/Pagine\/tentato-golpe-in-eritrea.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">tentativi di golpe<\/a>&nbsp;nel paese, che porta il governo, gi\u00e0 autoritario, a barricarsi (e il paese) ancora di pi\u00f9 \u2013&nbsp;permettendo&nbsp;all&#8217;Occidente di inveire con sdegno contro il regime anti-democratico di Afeweki. In mezzo a tutto ci\u00f2, l&#8217;Italia mantiene la propria equidistanza, fornendo armi ad&nbsp;entrambe&nbsp;le parti.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente nei mass media occidentali non appare quasi nulla di tutto ci\u00f2: le ondate di profughi eritrei vengono spiegate come fuga, non da una guerra occulta che noi alimentiamo, ma da un \u201cferoce dittatore\u201d. L&#8217;epiteto&nbsp;virulento&nbsp;ricorda quello applicato dai mass media a Mu&#8217;ammar Gheddafi per giustificare i bombardamenti del 2011 e il suo assassinio. I mass media stanno forse sollecitando la nostra adesione ad un&#8217;altra operazione del genere?<\/p>\n\n\n\n<p>Riprendiamo il grafico presentato prima (\u201cTabella 2 \u2013 Saldi migratori\u201d), questa volta allineando i dati verticalmente, per poter paragonare la crescita esponenziale delle migrazioni, a partire dagli anni &#8217;90, con la crescita esponenziale delle guerre, anch&#8217;essa iniziatasi a partire dagli anni &#8217;90.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di guerre che ci riguardano da vicino perch\u00e9 sono quelle condotte, direttamente o per procura, da noi occidentali. Vengono condotte in particolar modo attraverso la NATO che, da forza&nbsp;<em>difensiva<\/em>atlantica, \u00e8 passata, all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 e senza alcuna ratifica nei parlamenti europei, a forza<em>offensiva<\/em>&nbsp;mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si evince dalla tabella, c&#8217;\u00e8 stata una spaventosa impennata di \u201cguerre per la democrazia\u201d e di \u201cguerre contro il terrorismo\u201d dopo l&#8217;implosione dell&#8217;ex Unione Sovietica nel 1990. Infatti, a partire da quel momento, gli USA e i loro alleati, sotto l&#8217;egida della nuova NATO offensiva, hanno potuto usare le loro armi, incontrastati nel mondo. E ne hanno approfittato, altro che!<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente la \u201cdemocrazia\u201d e il \u201cterrorismo\u201d c&#8217;entrano poco con queste guerre; esse vengono condotte, nella realt\u00e0 dei fatti, per ben altri motivi. Segnatamente, vengono condotte per rovesciare regimi non graditi da Washington o da&nbsp;Bruxelles&nbsp;e per sostituirli con regimi filo NATO e filo Fondo Monetario Internazionale. E se i nuovi regimi si dimostrano pi\u00f9 sanguinari ed autoritari di quelli vecchi? In questo caso, la NATO fa finta di niente.<\/p>\n\n\n\n<h3>Conclusione<\/h3>\n\n\n\n<p>La vertiginosa crescita delle migrazioni nel mondo viene causata in primo luogo \u2013 non dalla povert\u00e0 o dalle carestie \u2013 ma dall&#8217;impennata, a partire dal 1990, delle guerre da noi intraprese nel mondo. I migranti sono i \u201cdanni collaterali\u201d delle operazioni militari che noi lanciamo per impadronirci delle materie prime e delle altre ricchezze che si trovano nei loro paesi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"http:\/\/www.peacelink.it\/editoriale\/images\/20520_a41836.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Confronto tra &#8220;Migrazioni&#8221; e &#8220;Guerre a partecipazione europea e\/o con ricadute migratorie in Europa, dal 1950 al 2015&#8221; &#8211; Autore: Patrick Boylan<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 il pi\u00f9 comune grido razzista \u2013 \u201cVia i migranti, vogliono solo&nbsp;arraffarsi&nbsp;le nostre ricchezze!\u201d \u2013 \u00e8 cos\u00ec ipocrita: infatti, i veri&nbsp;saccheggiatori&nbsp;siamo&nbsp;<strong><em>noi<\/em><\/strong>. &nbsp;Su scala planetaria. &nbsp;Ma rifiutiamo ostinatamente di vederlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo, ahim\u00e8, un po&#8217; come il marito ossessivo che accusa continuamente la moglie di presunti tradimenti e che, poi, si scopre di avere lui un sfilza di relazioni extraconiugali. Egli teme nella moglie un impulso libidico incontrollato che sa benissimo di esistere \u2013 nella realt\u00e0 dei fatti \u2013 perch\u00e9 ce l&#8217;ha&nbsp;<strong>lui&nbsp;<\/strong>dentro; e per non guardare in faccia questa triste verit\u00e0, proietta&nbsp;quell\u2019impulso&nbsp;su di lei. Cos\u00ec il razzista che denuncia l&#8217;avidit\u00e0 dei migranti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma lasciamo stare le diatribe razziste. Pensiamo piuttosto a cosa possiamo fare per ridurre la prima causa delle ondate di migrazioni \u2013 quella&nbsp;<em>push<\/em>&nbsp;(che spinge un soggetto ad andar via dal proprio paese, suo malgrado).<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta \u00e8 ormai chiara: ridurre il numero di guerre a cui l&#8217;Italia partecipa e, nel contempo, spingere il Ministro degli Affari Esteri Gentiloni a recuperare il ruolo prestigioso che l&#8217;Italia svolgeva nel Rinascimento, quando i diplomatici italiani insegnavano a tutta l&#8217;Europa l&#8217;arte di risolvere pacificamente i conflitti pi\u00f9 intricati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 questa soluzione produca davvero risultati positivi, \u00e8 essenziale che l&#8217;Italia assuma un ruolo attivo e propositivo nel mondo. Non \u00e8 sufficiente, infatti, che l&#8217;Italia smetta di partecipare alle guerre, perch\u00e9 diminuiscano gli sbarchi sulle sue spiagge. L&#8217;Italia deve, nel contempo, contribuire a fermare le guerre&nbsp;<em>tout court<\/em>, anche a costo di dover tener testa ad alleati bellicosi. Bisogna dunque ripristinare la diplomazia internazionale come vocazione qualificante del Bel Paese, facendo leva sullo status morale che l&#8217;Italia acquisir\u00e0 dalla pratica di una ferrea politica di neutralit\u00e0. E&#8217; ci\u00f2 che fecero, con successo, molti Paesi Non Allineati durante l&#8217;epoca d&#8217;oro di quel movimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano pratico, dal momento che la NATO ci coinvolge in sempre pi\u00f9 guerre all&#8217;estero, la soluzione pi\u00f9&nbsp;immediata&nbsp;sarebbe quella di fare campagna per l&#8217;uscita dell&#8217;Italia dal patto atlantico e per il pronunciamento formale di uno status di neutralit\u00e0 internazionale. Rivendicazioni vecchiotte? Pura utopia? Non \u00e8 detto. Pochi lo sanno (i giornali si ostinano a non parlarne), ma tre Senatori della Repubblica, del Gruppo Misto, hanno depositato un&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.peacelink.it\/pace\/a\/41536.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Disegno di Legge<\/a>&nbsp;che chiede proprio quello: si pu\u00f2 firmare la petizione a sostegno della loro DL&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/la-pace-ha-bisogno-di-te-sostieni-la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Male che vada, come ripiego, si potrebbe fare campagna per rimanere nella NATO ma a titolo di partner, non membro. Come semplice partner \u2013 la qualifica che hanno rivendicato ed ottenuto l&#8217;Austria, la Svezia e l&#8217;Irlanda \u2013 l&#8217;Italia parteciperebbe agli esercizi NATO di difesa del continente europeo ma, come i predetti paesi, non sarebbe costretta a partecipare alle guerre offensive all&#8217;estero \u2013 peraltro in flagrante violazione dell&#8217;art. 11 della Costituzione italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ultima possibilit\u00e0, per chi trova che anche un cambio di status all&#8217;interno della NATO sia utopistico, si potrebbe pur sempre fare campagna per uscire dalle varie compagini ad hoc, create per fomentare e foraggiare le guerre, di cui l&#8217;Italia fa tuttora parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio, si potrebbe chiedere al Ministro Gentiloni:<\/p>\n\n\n\n<ol><li>di togliere l&#8217;Italia dal Gruppo di Londra (gli ex \u201cAmici della Siria\u201d), la compagine che fornisce le armi ai mercenari jihadisti da noi foraggiati per rovesciare il governo Assad (in palese violazione della carta dell&#8217;ONU).;<\/li><li>di uscire dalla missione&nbsp;<em>Resolute Support<\/em>&nbsp;in Afghanistan (dove altri 17 civili sono morti l&#8217;altro ieri sotto le bombe delle forze occidentali di occupazione), rimpatriando&nbsp;<strong>ora<\/strong>&nbsp;tutte le truppe italiane. Siccome si tratta \u2013 su carta se non nella realt\u00e0 dei fatti \u2013 di una missione di addestramento delle truppe afghane, l&#8217;Italia non \u00e8 vincolato dall&#8217;art. 5 dello Statuto NATO e perci\u00f2 non ha nessun obbligo di parteciparvi;<\/li><li>di uscire dal Gruppo UE che fornisce gli aiuti militari al governo di Kiev per condurre la sua guerra nel Donbass. Chiediamocelo: se i secessionisti veneti dovessero prendere con le armi piazza San Marco, sarebbe concepibile che un governo italiano ordinasse il bombardamento a tappeto di Venezia \u201cper stanare i terroristi\u201d? Eppure \u00e8 quello che fa il Presidente ucraino Poroshenko (le parole virgolettate sono sue). Ora basta, egli deve smettere di bombardare il proprio popolo! Non si tratta di cedere nulla a Putin.&nbsp; Dal momento che esistono altri modi per risolvere \u2013 con successo \u2013 i tentativi di secessione, come la storia insegna, bisogna utilizzare quei mezzi, non le bombe. Il Ministro Gentiloni dovrebbe, dunque, non solo interrompere il flusso di aiuti militari italiani a Kiev ma anche minacciare di escludere l&#8217;Ucraina dall&#8217;UE, ponendo un veto, se il Governo non cercher\u00e0 di risolvere il conflitto senza i canoni.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Soprattutto, per quanto riguarda la questione specifica dei flussi migratori, si potrebbe chiedere al Ministro Gentiloni<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"4\"><li>di uscire dall&#8217;EUNAVFOR Med, la missione anti-scafisti approvata il 18 maggio scorso dai Ministri degli Esteri e della Difesa dell\u2019Unione Europea. Questa missione propone, come \u201cultima ratio\u201d (ma si sa gi\u00e0 come andr\u00e0 a finire), una vera e propria \u201cguerra agli scafisti\u201d libici per \u201csalvare i migranti dalle loro grinfie\u201d e ridurre i flussi in transito. Si tratta di una balla colossale.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>La \u201cguerra agli scafisti\u201d, infatti, \u00e8 un chiaro pretesto per ricominciare con i bombardamenti che hanno devastato la Libia nel 2011. Qualcuno crede ancora che la NATO si sia mossa allora per difendere i dimostranti libici in piazza, minacciati da Gheddafi? Figuriamoci. La NATO si \u00e8 mossa, come in tutte le guerre, per assicurare ai suoi referenti (ENI per l&#8217;Italia, tanto per fare un nome) il dominio economico-territoriale del paese bersagliato.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo che, in Libia, non l&#8217;ha ottenuto completamente; ci sono troppe milizie di ribelli che, dopo l&#8217;assassinio di Gheddafi, non si sono lasciati arruolare dai leader libici sponsorizzati dall&#8217;Europa. Perci\u00f2 ora bisogna completare il lavoro di colonizzazione, annientando tutte le milizie che non ubbidiscono all&#8217;auto-proclamato governo filo-UE. Si tratta di un governo che molti paesi europei hanno gi\u00e0 riconosciuto, disconoscendo nel contempo il governo meno manovrabile,&nbsp;<strong>ma regolarmente eletto<\/strong>, insediatosi a Tripoli. (Ma non avevamo bombardato la Libia per portarci la democrazia e far rispettare lo stato di diritto?) L&#8217;Italia, poi, sempre per mantenere le equidistanze, riconosce entrambi i governi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi come nel 2011, con un pretesto umanitario, EUNAVFOR Med \u2013 assistita dalla NATO \u2013 si propone di impadronirsi della Libia. Ma questa volta, si propone di farlo per davvero, eliminando ogni opposizione e, nel fare ci\u00f2, distruggendo quel poco di infrastrutture che il paese si \u00e8 potuto ricostruire finora. Ci\u00f2 creer\u00e0 immancabilmente nuove ondate di migranti che fuggono dalle devastazioni, ma non importa, fermare le migrazioni non \u00e8 e non sar\u00e0 il vero scopo della missione. Ecco perch\u00e9 bisogna dire no a questo progetto criminale, strappare l&#8217;intesa EUNAVFOR Med, e rifiutare l&#8217;utilizzo delle basi italiane per qualsiasi azione militare in Libia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo per dire che esiste una soluzione al \u201cproblema\u201d delle migrazioni di massa. Anzi, esistono almeno due soluzioni. La seconda sar\u00e0 oggetto di un prossimo editoriale: come eliminare la causa&nbsp;<em>pull<\/em> delle migrazioni, ossia l&#8217;attrattiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la prima soluzione, ossia come eliminare la&nbsp;<strong>principale causa&nbsp;<\/strong><em><strong>push<\/strong><\/em>&nbsp;che \u201cspinge\u201d a migrare, la si pu\u00f2 riassumere in due parole soltanto:<\/p>\n\n\n\n<p>Basta guerre!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Patrick Boylan<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"1970-01-01 01:00:00","action":"","terms":[],"taxonomy":"","browser_timezone_offset":0},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=91"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":140,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91\/revisions\/140"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=91"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=91"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=91"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}