{"id":95,"date":"2014-06-14T16:59:30","date_gmt":"2014-06-14T14:59:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/?p=95"},"modified":"2020-04-10T16:26:19","modified_gmt":"2020-04-10T14:26:19","slug":"come-possiamo-cambiare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/?p=95","title":{"rendered":"Come possiamo cambiare?"},"content":{"rendered":"\n<h4>di Gustavo Esteva<\/h4>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><em>La necessit\u00e0 di resistere alla violenza delle politiche di rapina ed espropriazione della nostra possibilit\u00e0 di decidere come vivere \u00e8 largamente diffusa. Ci divide il \u201ccome\u201d resistere. C\u2019\u00e8 chi guarda in basso e chi verso l\u2019alto. Alcuni provano a mettere in atto cambiamenti profondi e dicono sia il solo modo efficace per resistere. Altri continuano a esercitare il \u201csacro\u201d diritto di chiedere a quelli che stanno in alto dei cambiamenti (cosmetici) e alimentano la fantasiosa idea secondo la quale la soluzione arriver\u00e0 quando a un potere cattivo si potr\u00e0 sostituire un potere che si presume migliore. Milioni di persone sono pronte a tutto per difendere o conquistare il diritto di chiedere di cambiare le cose o il mondo. \u00c8 una tradizione antica, forse un\u2019eredit\u00e0 monarchica che deriva da quando bisognava davvero chiedere tutto al re. L\u2019esperienza dice invece che i cambiamenti profondi non arrivano dall\u2019alto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"http:\/\/www.retidipace.it\/it\/images\/photos\/MassimoTennenini1.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Foto: Massimo Tennenini<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il malcontento \u00e8 indistinto, abbondante e diffuso&#8230; anzi, generalizzato. Man mano che aumenta l\u2019ondata di violenza, tanto quella dei criminali che stanno in alto e quella dei criminali che stanno in basso quanto quella dell\u2019economia.&nbsp;<strong>Come evitare che lo scontento degeneri in disperazione? Come convertirlo in capacit\u00e0 di trasformazione? Cosa possiamo fare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prendetevi cura di voi stessi, prendetevi cura di noi,<\/strong>&nbsp;ci ha detto il&nbsp;<a href=\"http:\/\/comune-info.net\/2014\/05\/subcomandante-marcos-adios-2\/\"><strong><em>Galeano<\/em><\/strong><\/a>&nbsp;nella sua prima apparizione.&nbsp;<strong>Questa \u00e8 la priorit\u00e0<\/strong>. Dobbiamo impegnarci nella difesa degli zapatisti; non deve passare giorno senza che si faccia qualcosa di fronte alle minacce che li circondano. E abbiamo bisogno di prenderci cura di noi stessi, perch\u00e9 esse pesano pure su di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>La minaccia principale viene dall\u2019alto: governo e classi politiche agiscono come imprenditori della spoliazione, della violenza, della corruzione e dell\u2019impunit\u00e0. C\u2019\u00e8 un crescente consenso sulla necessit\u00e0 di resistere alle loro politiche e alle loro azioni. Ma&nbsp;<strong>ci divide la forma della risposta. Alcuni&nbsp; guardano verso il basso, altri verso l\u2019alto.<\/strong>&nbsp;Alcuni si fanno carico di cambiamenti profondi, che vedono come l\u2019unica forma efficace di resistere, mentre altri continuano a chiedere a quelli che stanno in alto alcuni cambiamenti cosmetici e alimentano la fantasiosa idea secondo la quale la soluzione arriver\u00e0 quando potranno sostituirli con altri che si suppone siano migliori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono milioni di persone, qui e da altre parti, che sono disposte a dare tutto, perfino la vita, per difendere&nbsp;<strong>il sacro diritto di chiedere<\/strong>. E\u2019 una tradizione antica, forse ereditata dalla monarchia, quando bisognava chiedere tutto al re. Secondo il modello statunitense,&nbsp;<strong>\u00e8 fondamento di tutte le societ\u00e0 democratiche moderne, che si basano sulla docilit\u00e0 e la sottomissione al potere<\/strong>, come ha stabilito la nostra prima Costituzione&nbsp;<sup>1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>La libert\u00e0 politica che si considera pi\u00f9 importante nelle democrazie contemporanee \u00e8 il diritto di riunione, consacrato nella Dichiarazione dei Diritti degli Stati Uniti come il diritto del popolo a riunirsi pacificamente e a; rivolgersi al governo per correggere le sue ingiustizie. \u00c9&nbsp;<strong>il Primo Emendamento<\/strong>, il primo. Afferma il diritto di riunirsi\u2026per poter esercitare il diritto di fare richieste, che sarebbe il diritto fondamentale nello Stato-nazione, nel regime creato per amministrare il capitalismo. Si definisce con cinismo democrazia, anche se con esso i cittadini non possono partecipare alle decisioni di governo e, ancor meno, possono imporre la loro volont\u00e0 ai governanti.&nbsp;<strong>Possono chiedere qualcosa s\u00ec, ma le autorit\u00e0, cos\u00ec come faceva il re, possono non farci caso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ha ancora senso esercitare la nostra libert\u00e0 di riunirci e manifestare, ogni giorno pi\u00f9 esposta a regolamentazione e repressione. Non dobbiamo perderla. Ma&nbsp;<strong>\u00e8 insensato continuare a dedicare le nostre energie a chiedere a coloro che stanno in alto<\/strong>&nbsp;\u2013 attraverso cortei, raccolte di firme, o quel che sia \u2013&nbsp;<strong>che facciano il contrario di quello che stanno facendo.<\/strong>&nbsp;L\u2019esperienza mondiale, e in particolare quella messicana, mostrano che, vogliano o no i funzionari esaudire le richieste della gente e affrontare a fondo \u201ci problemi\u201d attuali, non possono farlo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"http:\/\/www.retidipace.it\/it\/images\/photos\/MassimoTennenini2.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Foto: Massimo Tennenini<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 impossibile realizzare dall\u2019alto i cambiamenti profondi di cui oggi c\u2019\u00e8 bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono&nbsp;<strong>quelli che continuano a sperare in un grande avvenimento sconvolgente<\/strong>: colpi di mano, di Stato o di fortuna che producano improvvisamente questi cambiamenti. \u00c9 un\u2019illusione pericolosa e paralizzante.<\/p>\n\n\n\n<p>Non posso pi\u00f9 credere a cambiamenti magici, come un\u2019insurrezione vittoriosa che trasformi una societ\u00e0, ci ha detto tempo fa Mercedes Moncada, del Nicaragua.&nbsp;<strong>Credo che le rivoluzioni siano graduali, profonde e associate alla vita quotidiana<\/strong>. Devono radicarsi in tutti gli spazi delle societ\u00e0, nelle famiglie, nelle relazioni personali, nei pi\u00f9 piccoli, nei vicinati, in tutto ci\u00f2 che in fin dei conti definisce la forma del potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ce lo aveva detto pure, nel 2007, il defunto&nbsp;<em><a href=\"http:\/\/comune-info.net\/2014\/06\/tra-luce-e-ombra-zapatisti\/\"><strong>sup<\/strong><\/a>&nbsp;(il Subcomandante Marcos, ndt)&nbsp;<\/em>: \u201d<strong>Le grandi trasformazioni non cominciano n\u00e9 in alto n\u00e9 con fatti grandiosi ed epici,<\/strong>bens\u00ec con movimenti piccoli nella loro forma e che appaiono irrilevanti per il politico e l\u2019analista che stanno in alto. La storia non si trasforma partendo dalle piazze piene o dalle moltitudini indignate, ma piuttosto\u2026partendo dalla coscienza organizzata di gruppi e collettivi che si conoscono e si riconoscono reciprocamente, in basso e a sinistra, e costruiscono un\u2019altra politica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questo si tratta oggi. In questo deve consistere il prenderci cura di noi stessi e di loro. Come ha detto ancora il&nbsp;<em>sup<\/em>: \u201cLe trasformazioni reali di una societ\u00e0, ovvero, delle relazioni sociali in un dato momento storico\u2026 sono quelle che vanno dirette contro il sistema nel suo insieme. Attualmente non sono possibili rattoppi n\u00e9 riforme. In cambio,&nbsp;<strong>sono possibili e necessari i movimenti antisistemici\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se riuscissimo a&nbsp;<strong>rompere il velo che nasconde le illusioni della rivendicazione o della sostituzione dei dirigenti,<\/strong>&nbsp;potremmo concentrarci su ci\u00f2 che veramente manca ed \u00e8 completamente fattibile: organizzarci in gruppi e collettivi che possano farci crescere mutuamente nella pratica di azioni effettivamente trasformatrici, per affrontare con efficacia le minacce terribili&nbsp; che pesano su di noi e convertire la situazione nell\u2019opportunit\u00e0 di cambiamento che da tanto sogniamo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>(1) &#8211; La Costituzione del 1917 \u00e8 un apporto della tradizione giuridica messicana al costituzionalismo universale, dato che fu la prima costituzione della storia che include i diritti sociali, due anni prima della&nbsp;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Costituzione_di_Weimar\"><strong>Costituzione tedesca di Weimar&nbsp;(1919)<\/strong>.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Fonte:&nbsp;<strong><a href=\"http:\/\/www.jornada.unam.mx\/\">la Jornada<\/a><\/strong>.<strong>&nbsp;Titolo originale: El sagrado derecho a pedir&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Traduzione per Comune-info: a cura di&nbsp;<a href=\"http:\/\/camminardomandando.wordpress.com\/\"><strong>Camminar Domandando<\/strong><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gustavo Esteva<\/strong>&nbsp;vive a Oaxaca, in Messico.&nbsp;I suoi libri vengono pubblicati in diversi paesi del mondo. In Italia, sono stati tradotti: \u00abElogio dello zapatismo\u00bb, Karma edizioni: \u00abLa Comune di Oaxaca\u00bb, Carta; e, proprio in questi mesi, per l\u2019editore Asterios gli ultimi tre: \u00abAntistasis. L\u2019insurrezione in corso\u00bb; \u00abTorniamo alla Tavola\u00bb e \u00abSenza Insegnanti\u00bb. In Messico Esteva scrive regolarmente per il quotidiano La Jornada ma i suoi saggi vengono pubblicati anche in molti altri paesi.&nbsp;<strong>In Italia collabora con<\/strong>&nbsp;<strong><a href=\"http:\/\/comune-info.net\/2013\/07\/autori\/gustavo-esteva\/\">Comune-info<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti gli altri articoli di Gustavo Esteva usciti su Comune-info sono&nbsp;<strong><a href=\"http:\/\/comune-info.net\/2013\/07\/autori\/gustavo-esteva\/\">qui<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un piccolo nucleo di amici italiani di Esteva, autodenominatosi \u201ccamminar domandando\u201d, nei mesi scorsi ha stampato il testo della conversazione tenuta da Esteva a Bologna nell\u2019aprile 2012 (i temi in parte sono gli stessi degli incontri tenutisi nell\u2019occasione a Lucca, in Val di Susa, Torino, Milano, Venezia, Padova, Firenze e Roma):&nbsp; \u201c<em>Crisi sociale e alternative dal basso. Difesa del territorio, beni comuni, convivialit\u00e0<\/em>\u201d. (chi vuole, pu\u00f2 scaricarlo su&nbsp;<strong><a href=\"http:\/\/www.camminardomandando.wordpress.com\/\">www.camminardomandando.wordpress.com<\/a><\/strong>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gustavo Esteva<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"1970-01-01 01:00:00","action":"","terms":[],"taxonomy":"","browser_timezone_offset":0},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":142,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95\/revisions\/142"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.retidipace.it\/home\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}