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Il mondo dopo il mercato

"Cosa accadrà nel sistema finanziario quando lo shock raggiungerà le grandi banche che hanno investito sulle aziende che producono petrolio che nessuno vuole più comprare? Il 2016 è cominciato con una generale caduta delle Borse. Siamo solo all’inizio. Le conseguenze posso rivelarsi estremamente dolorose per la società.

Desideriamo condividere con voi l'articolo di Francesco Gesualdi IL MONDO DOPO IL MERCATO, pubblicato su Comune-info del 9 febbraio che vi inoltriamo qui di seguito. 

Attiriamo la vostra attenzione anche sull'articolo di Franco Berardi Bifo SLUMP. LA CRESCITA NON TORNERÀ MAI PIÚ -  Slump -pubblicato su Comune-info del 3 febbraio, segnalato  dallo stesso Francesco Gesualdi nel suo articolo.

Solo l’autonomia della sfera sociale dall’economia di accumulazione potrebbe permetterci di trovare una via d’uscita da questo labirinto. Solo la ricomposizione sociale può imporre unquantitative easing for the people, come lo chiama Christian Marazzi. Mario Draghi è l’eroe delle Banche e delle Borse, ma i soldi che lui regala alla finanza sono sottratti alla società. La liquidità, con cui l’autorità monetaria ha alimentato finora l’ingordigia del sistema finanziario, dovrebbe semplicemente essere diretta in un’altra direzione: reddito di cittadinanza, soldi per rilassare l’aggressività e permettere all’attività collettiva di rimediare alla devastazione psichica culturale ambientale prodotta dal ricatto del salario."

IL MONDO DOPO IL MERCATO

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«Ho letto su Comune l’articolo di Franco Berardi Bifo, Slump, e ne condivido tutte le considerazioni, in particolare che il tempo della crescita è finito e che di occupazione, intesa alla sua maniera, questo sistema non ne crescerà più... A questo sistema interessano solo le vendite per i guadagni che può procurare ai mercanti. Per cui la realtà la interpreta solo con gli occhi dei mercanti... Così abbiamo prodotto un pianeta con una minoranza che gozzoviglia e una maggioranza che non ha ancora conosciuto il gusto della dignità umana... Questo pianeta non ha più spazi di crescita , anzi deve diminuire come mostrano i dati sull’impronta ecologica e sull’accumulo di anidride carbonica. Ma analizzando le singole situazioni, scopriamo che l’obbligo di decrescere vale solo per la parte di umanità in sovrappeso... Un numero crescente di persone comincia a capire che per garantirci un futuro dobbiamo ripensare cosa produrre, per chi produrre, come produrre. Ma la vera scelta è fra mercato individualista e comunità solidale...»

FRANCESCO GESUALDI

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