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Il movimento dei comitati, delle reti sociali, dei cittadini, dei territori per il NO al referendum costituzionale

Il 21 e il 22 gennaio a Roma si sono svolti, con una partecipazione straordinaria, due incontri nazionali per l'Attuazione della Costituzione di cui ben presto invieremo la sintesi dei lavori, non appena ci giungerà. 

Per ora ci limitiamo a trascrivere questa frase, emblematica dell'incontro del 22:  "La nostra costituzione non nasce contro il fascismo ma contro l’autoritarismo economico. Questa volta la resistenza va combattuta non sulle montagne, ma, sul piano mediatico e culturale" (Luciano Barra Caracciolo)

Sull'argomento dell'attuazione della costituzione, desideriamo condividere con voi due testi: un appello che abbiamo ricevuto e le riflessioni di un costituzionalista:
1. L'invito di Antonella Leto rivolto ai movimenti alle reti sociali.. a rafforzare e ad attuare i principi fondanti la costituzione, appello che ha avuto tanto seguito (in allegato il PDF con il messaggio intero, e, qui di seguito, degli stralci).

2. L'intervista a Zagrebelsky "Politici maggiordomi della Finanza" dove il costituzionalista delinea un bilancio sulla campagna referendaria e sul suo esito. Link all'articolo su MicroMega


Care e cari tutti,

(...)

Con la vittoria del NO abbiamo contribuito a porre l'ennesimo argine, certamente il più importante, alla deriva autoritaria necessaria a conseguire il risultato auspicato da J.P. Morgan e Co., la mercificazione del Paese....

(...) quello che è uscito dalle urne è un prorompente desiderio di partecipazione alla vita democratica del Paese, ...

 (...) tutti noi portiamo addosso una responsabilità che è quella di avere prefigurato in questi anni attraverso le nostre pratiche partecipative e le nostre lotte un modello alternativo di concepire l'agire politico fuori dall'agone politico, radicale negli obiettivi diametralmente opposti a quelli della finanza globale. Un modello che potrebbe sintetizzarsi nell'aspirazione alla conversione ecologica dell'economia e della socialità, nella giustizia sociale ed ambientale, nel mutualismo, che ha tenuto come faro la Pace, costruito l'accoglienza, combattuto la militarizzazione dei nostri territori.

I nostri NO (tav, triv, inc, muos, ponte, ttip, guerra, privatizzazioni di servizi pubblici, scuola, sanità, cassa depositi e prestiti, svendita del territorio, dei beni pubblici e delle risorse, precarizzazione sistemica del lavoro, etc.) si accompagnano ad una "visione" complessiva, sociale ed economica,  sostanziata da una capacità analitica, programmatica, propositiva e concreta come le nostre lotte,(...)

(...) Noi, nella meravigliosa, a volte contraddittoria e multiforme complessità, nelle nostre articolazioni tematiche e territoriali, siamo le donne e gli uomini che hanno negli ultimi anni posto le questioni politiche più rilevanti al Paese, praticando una vera e propria Resistenza civile al liberismo e al malaffare, costruendo e ricostruendo argini di democrazia partecipativa laddove venivano erosi o demoliti. Alle nostre reti, da movimenti inclusivi, hanno preso parte forze politiche, sindacali, associative, amministratori e sindaci, intellettuali, professori e costituzionalisti, che hanno condiviso con noi percorsi ed obiettivi.Questa trasversalità, aldilà delle singole appartenenze, ha favorito la capacità di costruire relazioni di reciprocità  e crescita collettiva delle nostre comunità. Rientrare oggi nei nostri ambiti, nelle singole lotte, sarebbe ancora una volta lasciare alla politica politicante quello spazio spesso costruito da noi più che da altri (...) 

In questi giorni molte sono le realtà che si attivano e si convocano mosse dall’urgenza di trovare risposte politiche alternative al quadro esistente. Sicuramente positiva la spinta a non sciogliere i comitati per il No per lavorare all’attuazione della Costituzione, ma i veri temi che andrebbero affrontati per avviare un cambiamento reale sono quelli legati alla formulazione di un programma politico chiaro e non compromesso con i sistemi di potere ed un cambio radicale della modalità di concepire l’agire politico.

Una sfida che mette alla prova per primi noi stessi nell'essere ed appartenere solo a quello per cui lottiamo,  con la capacità di comprendere una buona volta che il potere, o i poteri che combattiamo non possono essere sostituiti da altri poteri più "buoni" o meno disumani. Affrontando quindi in linea teorica e pragmatica una vera e sincera destrutturazione del concetto stesso di potere che deve dissolversi, per mutare in servizio al bene ed ai beni comuni, alle comunità ed al nostro pianeta.(...) 

(....) Non abbiamo difeso la Carta perché convinti che essa sia immutabile, ma per poterne domani rafforzare ed attuare quei principi di uguaglianza, libertà e salvaguardia dei diritti universali che si volevano cancellare. Il momento per porre con forza tutti i nostri punti programmatici è ora. Nelle nostre città, nelle nostre regioni, nel Paese. Vogliamo provarci? Sarei felice se a questo invito rispondeste numerosi e ne volessimo ragionare tutti insieme.

In attesa di vostre abbracci circolari


Antonella Leto del forum siciliano dei movimenti per l'Acqua ed i Beni Comuni

Il movimento dei comitati, delle reti sociali, dei cittadini, dei territori per il No al referendum costituzionale