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“Il nostro paese non è in guerra, e non ha nessun nemico che lo minacci o che possa invaderlo…”

Alessandro Barbero

“Il nostro paese non è in guerra, e non ha nessun nemico che lo minacci o che possa invaderlo. L’Unione Europea e la NATO non sono in guerra, e non sono minacciate da nessuno, al di là del fatto che la NATO rappresenta la più poderosa forza militare mai esistita nella storia dell’umanità, ed è essa stessa percepita come una minaccia da molti altri paesi del mondo. In questo contesto, in cui l’Italia e l’Europa potrebbero vivere pacificamente e investire le loro risorse nel benessere dei loro cittadini, in sanità, istruzione e ricerca, è inspiegabile e spaventoso che la politica e l’informazione vogliano creare un clima di isteria bellicista convincendo la gente che siamo minacciati, anzi secondo un’altra narrazione che siamo già in guerra – o forse è fin troppo spiegabile, se pensiamo agli enormi profitti che una politica di riarmo e di guerra può produrre per l’industria bellica. Di questo clima isterico fanno parte la costruzione di un nemico e la censura strisciante per cui, dimenticando che la libertà di parola e di opinione sono l’essenza di quella democrazia che si pretende di difendere, impunemente si censurano opinioni, si silenziano voci e si impediscono dibattiti – ma in certi paesi dell’Unione già si annullano elezioni e si vietano candidature – col pretesto che sarebbero al servizio del nemico. Che censure del genere si verifichino in una città democratica come Torino è un motivo più che sufficiente per manifestare davanti al Palazzo di Città, e per chiedere a una giunta formata dal partito che si chiama Democratico di prendere una posizione nei confronti di questo slittamento inquietante verso la morte della democrazia.

Vergognose e strumentali le proposte di legge sull’antisemitismo basate sulla definizione dell’IRHA

di Stefano Bartolini

Veniamo direttamente al punto di quanto siano strumentali e vergognose tutte queste proposte di legge sull’antisemitismo basate sulla definizione dell’IRHA.

La prendo sul personale.

Io sono nato da madre ebrea e sono cresciuto in una famiglia ebraica, con tutto il corollario di pesach con uovo sodo al primogenito maschio da mangiare senza farsi vedere, hanukkah, vagamente rosh hashanah. Famiglia non particolarmente praticante ma credente (io non credo, ma è evidente che l’ebraismo così come non è questione di razza non lo è nemmeno di credo, cosa poi sia è discorso aperto). Per non parlare della memoria delle persecuzioni, da quelle mitologiche dei faraoni a quelle vicine e concrete dei fascisti e della Shoah.

Non esiste alcun vincolo giuridico internazionale che obblighi l’Italia a incrementare la spesa. militare

di Domenico Gallo

9 luglio 2025
RIUNIONE COORDINAMENTO NO RIARMO

Le questioni internazionali vengono spesso oscurate, evitate, per impedire un vero dibattito politico. Quando emergono e si rende necessaria una scelta popolare, ci viene detto che “abbiamo le mani legate” a causa dei vincoli internazionali imposti dall’Europa. In realtà, molte decisioni, come quelle assunte recentemente, sono frutto di scelte politiche interne.

La NATO è un’organizzazione internazionale basata su un trattato, che non comporta alcun trasferimento di sovranità dagli Stati membri verso l’organizzazione stessa. Le decisioni vengono prese dal Consiglio Atlantico, composto da rappresentanti di ciascun paese, e devono essere approvate all’unanimità. Questo processo decisionale è piuttosto complesso e burocratico, tanto che sul piano militare si cerca spesso di aggirarlo.

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