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Guerra ucraina, Joe Biden e le parole per dirlo

Tommaso Di Francesco – Il Manifesto

Dalla dichiarazione del presidente Usa, due scelte occidentali contrapposte: con Putin non si tratta fino al suo crollo; con Putin, si deve negoziare per fermare la guerra in Europa

«Putin è un macellaio…non può stare al potere». La frase che Biden ha detto, subito divisiva tra Europa e Stati uniti, è perfino condivisibile ma allo stesso tempo assolutamente inaccettabile. È condivisibile perché chi bombarda in modo «chirurgico» le città sa di colpire indiscriminatamente i civili, seminando terrore utile ai fini della guerra.

Uccidere anche un solo bambino che altro è se non opera di un macellaio? E purtroppo, secondo l’Onu, i bambini ucraini uccisi finora sono più di 140. Ed è probabile che sicuramente il popolo russo non sia proprio contento del suo presidente che ha scelto la guerra come soluzione della crisi ucraina a costo della vita di civili ucraini, ragazzi russi mandati al fronte a morire e di milioni di profughi. Dov’è allora l’inaccettabile? Nel fatto che a pronunciare questa accusa sia un presidente degli Stati uniti che nella sua vita politica ha votato a favore di ogni guerra americana bipartisan, di destra e di sinistra, diretta o indiretta, che ha disseminato di mattatoi l’intero Medio Oriente.

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Come le politiche pubbliche possono sostenere o distruggere l’agricoltura contadina

Martedì 29 marzo – Ore 18.00
Iniziativa in presenza e online

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Appello alle e ai parlamentari italiani sulla guerra in Ucraina

da Pressenza – Redazione Italia

In queste ora si sta raccogliendo il seguente appello che Pressenza appoggia, innanzi tutto come membro di ICAN.
Le firme vanno inviate con un messaggio a Francesca Molinari francescamolinari123@gmail.com

APPELLO ALLE E AI PARLAMENTARI ITALIANI

Il presente Appello per richiamarVi con urgenza alle Vostre responsabilità nel rappresentare la volontà di una grossa fetta della Società civile italiana nel merito delle decisioni circa il ruolo dell’Italia nella guerra in Ucraina a seguito dell’invasione della Federazione Russa.

Il nostro Paese è impegnato in ogni sua articolazione, a cominciare dai cittadini e dalle cittadine, nel compito umano di soccorrere le vittime della guerra con un’accoglienza a 360 gradi dei profughi: un’apertura e un senso del sacrificio mai registrati in altre occasioni.

Oltre al soccorso riteniamo sia indispensabile un impegno dei Governi di tutti i Paesi coinvolti a recarsi nel teatro di guerra vicino alle vittime per intavolare un serio NEGOZIATO di pace dove entrambe le parti siano ascoltate.

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