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La Sapienza cerca di impedire l’evento sul Rapporto di Amnesty International sull’apartheid israeliana in programma oggi 22/03

COMUNICATO DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE DI “RIABITIAMO MIRAFIORI”
Co-organizzatori dell’evento di “Presentazione del Report di Amnesty International sull’Apartheid Israeliana in Palestina”.

In un contesto globale segnato profondamente dalla guerra in corso in Ucraina, verso cui un legittimo interesse è stato rivolto da tutti i media e le realtà politiche studentesche e non, anche quest’anno la settimana tra il 21 e il 27 marzo sarà dedicata alla terribile realtà del regime di Apartheid stabilito da Israele nei confronti del popolo palestinese, i cui territori sono stati colonizzati ed occupati in misura crescente dal 1948 ad oggi. Il popolo palestinese subisce ogni giorno, da decenni, la più grande delle umiliazioni, quella di ritrovarsi straniero in casa propria, vessato, represso, martoriato da bombardamenti a tappeto, violenze brutali e discriminazioni sancite anche per legge. Come giovani studentesse e studenti abbiamo trovato preziosa l’opportunità di ospitare tra le mura della nostra università una iniziativa sulla questione palestinese, organizzata in collaborazione con, Giovani Palestinesi di Roma, Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, BDS Roma, Rete romana di solidarietà con il popolo palestinese.

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Il libro di Gino Strada “Una persona alla volta”

Di seguito, l’appassionata lettera di Maurizio Zano che ci invita alla lettura del libro e a darne massima diffusione ovunque si ritenga opportuno, scuole, università, comitati…
https://www.emergency.it/libro-gino-strada-una-persona-alla-volta/

Extinction Rebellion ha incontrato Cingolani

Ecco cos’è successo all’incontro fra il Ministro e gli attivisti

Giovedì 3 marzo. Attorno alle 17:45 davanti alla sala convegni del MiTE è riunito un nutrito gruppo di persone: attivisti di Extinction Rebellion con striscioni e bandiere. E giornalisti, perlopiù. Oltre alle forze dell’ordine. C’è un po’ di gente accalcata davanti all’entrata che si lamenta. Pare che gli addetti ai controlli non stiano facendo entrare nessuno.

«Non abbiamo l’elenco degli accrediti», mi dice laconica l’incaricata.
«Ah, e quindi?».
«Eh, ora cercheremo di risolvere».
Una manciata di persone sgattaiola dentro, lei li osserva valutando se valga la pena compiere lo sforzo di richiamarli. Decide per il no. Si distrae a parlare con qualcun altro. È la mia occasione, vado. Faccio dieci metri, arrivo alla reception della sala e una ragazza mi chiede nome e cognome. Ha davanti a sé l’elenco di tutti gli accrediti, stampato in varie copie. La mia fiducia nelle capacità del genere umano di risolvere la crisi climatica crolla drammaticamente.

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