Reti di Pace è un laboratorio aperto a tutto ciò che di positivo pulsa nel territorio.
Ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa, e tutti insieme possiamo fare molto per costruire un mondo equo e di pace!

Pagina 2 di 172

Appello contro l’escalation militare

Dall’assemblea tra student*, dottorand* e post-doc tenutasi al Piazzale di Fisica – Università degli studi di Roma La Sapienza – Lunedì 7 Marzo

Come comunità accademica della Sapienza esprimiamo grande preoccupazione per l’aggravarsi dell’escalation militare in Europa, conseguente all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo ucraino e la totale condanna dell’attacco russo, ma riteniamo che ciò non sia sufficiente. Sosteniamo serva una forte presa di posizione da parte della comunità accademica tutta per contribuire alla pace, mobilitandosi, facendo pressione sulle istituzioni, esprimendosi pubblicamente sui media. 
Il rischio che l’attuale crisi internazionale sfoci in un conflitto nucleare globale è molto alto, pertanto non possiamo permetterci di rimanere indifferenti.

Leggi tutto

Contro la catastrofe i doveri della comunità internazionale

di Luigi Ferrajoli

Crisi ucraina. Il vero aiuto ai civili ucraini bombardati non è l’invio di armi – prolunga il conflitto e le stragi -, ma la partecipazione alla trattativa Kiev-Mosca delle potenze occidentali a cominciare dagli Stati Uniti

C’è una grande ipocrisia alla base delle politiche del nostro governo e degli altri governi europei e del dibattito pubblico sulla guerra di aggressione della Russia e sulla solidarietà all’Ucraina. Tutti sanno, ma tutti fanno finta di non sapere che dietro questa guerra, della quale l’Ucraina è soltanto una vittima, il vero scontro è tra la Russia di Vladimir Putin e i Paesi della Nato. Sono perciò gli Stati Uniti e le potenze europee che dovrebbero trattare la pace, o quanto meno affiancare l’Ucraina nelle trattative, anziché lasciarla a trattare da sola con il suo aggressore.

Leggi tutto

Chomsky: i colloqui di pace in Ucraina “non andranno da nessuna parte” se gli Stati Uniti continuano a rifiutarsi di aderire

di Noam Chomsky da Truthout.org

Mentre la Russia intensifica il suo assalto all’Ucraina e le sue forze avanzano su Kiev, i colloqui di pace tra le due parti dovevano riprendere il 14 marzo, poi sono stati rinviati un’altra volta al 15 marzo. Sfortunatamente, alcune opportunità per un accordo di pace sono già state sprecate, quindi è difficile essere ottimisti su quando la guerra finirà. Indipendentemente da quando o come finirà la guerra, tuttavia, il suo impatto si fa già sentire in tutto il sistema di sicurezza internazionale, come mostra il riarmo dell’Europa. L’invasione russa dell’Ucraina complica anche la lotta urgente contro la crisi climatica. La guerra sta avendo un pesante tributo sull’Ucraina e sull’ambiente, ma offre anche all’industria dei combustibili fossili una leva in più tra i governi.

Nell’intervista che segue, l’accademico e dissidente di fama mondiale Noam Chomsky condivide le sue opinioni sulle prospettive di pace in Ucraina e su come questa guerra possa influire sui nostri sforzi per combattere il riscaldamento globale.

Leggi tutto

Pagina 2 di 172

2021 © Reti di Pace