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Manifestazione contro la guerra, Zanotelli: “Il 5 novembre nessuno si tiri indietro”

Il missionario comboniano risponde alle domande de “Il Fatto Quotidiano” sulla crisi in Ucraina

Il 5 novembre ci sarò anch’io in piazza perché nessuno può tirarsi indietro in questo momento: serve una manifestazione unitaria, senza bandiere se non quella della pace”. È il messaggio lanciato da padre Alex Zanotelli, missionario comboniano 84enne che a gran voce sostiene l’iniziativa promossa da “Europe for Peace”” a cui hanno aderito le associazioni della società civile che chiedono all’Italia, all’Unione Europea e agli Stati membri e alle Nazioni Unite di “assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco, un negoziato per la pace” e la messa al bando di “tutte le armi nucleari“. Tra le adesioni ci sono anche Arci e Acli e ovviamente non poteva mancare padre Zanotelli che da sempre addita e denuncia i governi che hanno sostenuto il commercio delle armi per interessi nelle guerre.

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24 H NON-STOP per Julian Assange

Sabato 15 ottobre
Mobilitazione internazionale

Dal momento che le guerre vengono avviate dalle bugie, possono essere fermate dalla verità

Julian Assange

Una giornata in cui ci saranno iniziative per la libertà di Julian Assange in tutto il mondo, collegate in una unica maratona https://www.24hassange.org/it/comitato-promotore/

I riferimenti per seguire la diretta su Youtube e su Twitch a partire dalle 9.00

Pressenza Italia

Terra Nuova Edizioni 

Ottolina TV


Informazioni in continuo aggiornamento su: https://www.24hassange.org/it/ 

https://www.facebook.com/julianassangelibero/

https://www.pressenza.com/it/2022/10/24-ore-per-assange-un-programma-variegato-e-ricchissimo/

Chi è Julian Assange?

Un giornalista che ha rivelato i crimini e i criminali delle guerre in Afghanistan e in Iraq degli Stati Uniti. Per questo è stato punito, è stato ingiustamente incarcerato e imbavagliato, gli è stato impedito di fare informazione. Mentre i crimini e i criminali sono impuniti e assolti.

Ora rischia di essere  estradato negli Stati Uniti e condannato a morte con 175 anni di carcere, perché questo uomo, coraggioso, è divenuto il simbolo di tutti i giornalisti, le giornaliste, le voci libere che con lui possono essere messe a tacere.

La sua persecuzione giudiziaria è un vero assalto alla libertà di espressione e di informazione (liberamente tratto da https://www.24hassange.org/it/appello/)

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Draghi, a chi sono finiti i 12 milioni per il governo di Tripoli?

Lo scorso fine luglio, il governo dimissionario Draghi con voto del Senato ha stanziato 11 milioni 884 mila euro per la Guardia Costiera Libica. In realtà diverse voci autorevoli in Libia denunciano come i fondi inviati dall’Italia non siano spesi dal governo di Tripoli esattamente per gli obiettivi ufficialmente stabiliti.

Lo ha denunciato ad esempio Breka Beltamar, capo della Commissione per la società civile libica e lo ha ribadito recentemente Yousef Al-Aquory, capo della Commissione affari esteri del parlamento di Tobruk: “Il governo di Tripoli è un governo de facto – afferma quest’ultimo-, non è soggetto all’autorità del parlamento e quindi non c’è alcun controllo su di esso, e non c’è alcuna garanzia che questi fondi vengano destinati agli obiettivi per i quali sono stati stanziati, ed è molto probabile che questi stanziamenti finiscano a partiti e gruppi armati sospetti”.

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